"Minacciò infermiere con una pistola", condannato il fratello di un paziente

Cinque anni in abbreviato a Giuseppe Napoli per l'episodio risalente al giugno 2015. Non contento del trattamento riservato al familiare e dopo un battibecco avrebbe puntato l'arma contro uno dei sanitari del Civico

Il Tribunale di Palermo

Cinque anni per minacce e porto abusivo d’arma da fuoco e ricettazione. Il giudice per l'udienza preliminare Nicola Aiello ha condannato Giuseppe Napoli (45 anni) per l’episodio risalente al giugno 2015. L’uomo, non contento delle cure e delle attenzioni prestate al fratello ricoverato in stato vegetativo al Civico, aveva minacciato uno degli infermieri con una pistola giocattolo modificata ma in grado di sparare.

"Vedi che quello che è successo oggi non deve succedere più", aveva detto all’infermiere dopo un’accesa discussione. Poi lo ha inseguito nel corridoio puntandogli contro la pistola. Quindi la fuga, l’intervento dei carabinieri allertati dai familiari di altri degenti che avevano notato la scena e l’arresto. Dopo la perquisizione in casa di Napoli i militari hanno trovato sotto il suo letto l’arma che avrebbe utilizzato per minacciare l’infermiere.

La pistola è stata sequestrata e consegnata al Ris di Messina per accertare se l’arma fosse stata utilizzata in passato e in altre circostanze. Napoli già allora era un "volto noto" ai dipendenti dell’ospedale per il suo carattere irascibile e poiché era spesso presente in reparto durante gli orari di visita. La condanna, nonostante il rito abbreviato che gli ha garantito uno sconto di pena, è pesante a causa dei suoi precedenti penali.

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