E' ai domiciliari ma minaccia la ex, fermato: aveva con sè benzina e coltello

In carcere è finito un uomo di 57 anni. E' accusato di avere minacciato ripetutamente la donna, di averle danneggiato l'auto e averle inviato tramite Whatsapp inequivocabili foto di bare

Infrange gli arresti domiciliari e continua a tormentare l'ex compagna, sistematicamente minacciata di morte anche attraverso immagini inviate tramite Whatsapp fino a quando la polizia lo rintraccia e per lui si aprono le porte del carcere. Gli agenti del commissariato Oreto hanno fermato G.Z., 57 anni, con l'accuasa di stalking.

"L’uomo, inizialmente destinatario di un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico si era reso irreperibile - spiegano dalla Questura - e continuava a mandare messaggi minatori".

Dopo sette giorni di latitanza è stato rintracciato e portato in commissariato. Al momento del fermo aveva con sè un coltello a serramanico, una bottiglietta contenente liquido infiammabile - verosimilmente benzina - e un frammento appuntito di porcellana.

Le indagini hanno pernesso di accertare che l'uomo, non rassegnandosi alla fine della relazione con l'ex compagna, avrebbe iniziato a perseguitarla. "E' emerso - spiegano dalla Questura - un quadro di persistenti e assillanti condotte persecutorie attuate sia attraverso il mezzo telefonico che di persona, con minacce di varia natura e tramite il danneggiamento dei pneumatici dell'auto. Dal mese di agosto, inoltre, avrebbe inviato alla donna immagini di bare e coltelli, tramite Whatsapp. Prospettava alla vittima svariate intimidazioni di grave segno, tutte con cadenza giornaliera, lasciando chiaramente intendere che l’avrebbe aspettata nei luoghi da lei frequentati, causandole
per questo uno stato d’ansia non indifferente".

I poliziotti hanno acquisito le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza che hanno immortalato i danneggiamenti e hanno anche predisposto un piano di protezione per la vittima.

Il 57enne, vista l’assoluta indisponibilità da parte dei suoi familiari ad accoglierlo in casa (perchè loro stessi vittime di aggressioni e violenze), è stato condotto in carcere. 
 

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