Un metronotte contro i bulli: guardia davanti alle scuole di Termini e Trabia

Un vero e proprio servizio "antibullismo", negli orari di ingresso ed uscita, per prevenire un fenomeno, sempre più in crescita fra i più giovani: sarà offerto a titolo completamente gratuito dal gruppo Mondialpol Security

Un metronotte di guardia davanti alle scuole di Termini Imerese e Trabia affinché si evitino episodi di bullismo. Un vero e proprio servizio “antibullismo”, negli orari di ingresso ed uscita dalle scuole di Termini Imerese e Trabia, per prevenire un fenomeno, sempre più in crescita fra i più giovani, offerto a titolo completamente gratuito dal gruppo Mondialpol Security Spa, presieduto da Giuseppe Campagna.
 
La proposta del gruppo Mondialpol Security Spa è stata accolta favorevolmente sia dal sindaco di Trabia Leonardo Ortolano che dal commissario straordinario del comune di Termini Imerese Girolamo Di Fazio. Infatti, già da quindici giorni quando poco prima del suona della campanella una guardia Mondialpol resta a vigilare all’esterno sul comportamento degli alunni delle scuole.
 
Le scuole interessate sono: l’Istituto comprensivo statale “Balsamo – Pandolfini” di Termini Imerese, l’Istituto comprensivo Papa Giovanni XXIII di via P. Mattarella a Trabia, l’Istituto superiore “G. Ugdulena” di Termini Imerese che comprende il Liceo classico e il Liceo artistico termitani e il Liceo di Scienze umane “T. Panzeca” e l‘Ipsseoa di Caccamo.
 
“Ritengo giusto che la mia azienda che opera in questo territorio da oltre quarantacinque anni non debba restare indifferente di fronte al preoccupante e grave fenomeno del bullismo come evidenziano quotidianamente le cronache – spiega il presidente di Mondialpol Giuseppe Campagna, presidente dell'associazione istituti di vigilanza Confcommercio Palermo -. Anche io ho alcune nipoti in età adolescenziale e mi auguro che l’iniziativa che ho lanciato a Termini Imerese e Trabia possa essere seguita anche da altri istituti di vigilanza che operano in Italia con la stessa sensibilità nei confronti dei giovani, ma anche delle loro famiglie, i quali hanno il diritto a sentirsi tranquilli e non minacciati dai loro stessi coetanei”.

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