Il metodo Stamina e la terapia in Georgia, il processo potrebbe "traslocare" a Palermo

Manca il certificato di morte di Davide Vannoni, il procedimento giudiziario intanto slitta al 7 gennaio. Imputata anche la palermitana Rosalinda La Barbera, presidente della associazione Prostamina Life, ritenuta dagli inquirenti il veicolo di reclutamento dei malati indirizzati all'estero

Davide Vannoni

Potrebbe spostarsi da Roma a Palermo il processo in cui il padre della terapia Stamina, Davide Vannoni, morto negli scorsi giorni a 53 anni, era stato chiamato a rispondere per la ripresa delle attività in Georgia. Il procedimento giudiziario intanto slitta al 7 gennaio. Motivo? Manca il certificato di morte. La notizia del decesso del guru della controversa terapia si era diffusa nei giorni scorsi ma il giudice dell’udienza preliminare, per chiudere il fascicolo, ha bisogno di un atto ufficiale.

Lo scienziato che aveva già affrontato un processo nel 2015, patteggiando una condanna a 22 mesi di carcere per le accuse di truffa, nel 2017 era finito di nuovo in carcere per le stesse accuse, curando pazienti italiani in Georgia con il suo metodo, definito pericoloso e inefficace.

Il nuovo processo, originato da un’inchiesta della procura di Torino e dei carabinieri del Nas, si svolge a Roma dopo la trasmissione degli atti disposta da un gup del tribunale torinese. Nella Capitale adesso si sta valutando l’ipotesi di spostare la causa a Palermo. Con Vannoni deceduto, è imputata anche la palermitana Rosalinda La Barbera, presidente dell'associazione Prostamina Life. L'accusa di associazione per delinquere e truffa aggravata si riferisce al reclutamento di pazienti che volevano sottoporsi alle cure in Georgia. La difesa sostiene che la competenza è del tribunale di Palermo perché è in un istituto bancario palermitano che confluivano, via bonifico, le somme di denaro.

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Rosalinda La Barbera, 45 anni, secondo gli inquirenti si occupava del reclutamento dei malati affetti da malattie neurodegenerative, anche appoggiandosi a un tour operator georgiano. Per i pazienti che volevano sottoporsi alle cure in Georgia erano previste tariffe salate, attorno ai 25-30 mila euro viaggio compreso. Il trattamento di 3 infusioni infatti costava 18 mila euro, quello da 5 infusioni, 27 mila, a cui si aggiungevano 5 mila euro di iscrizione all’associazione e le spese di viaggio organizzato sempre dall’entourage di Vannoni. Il fondatore di Stamina aveva preso residenza a Tblisi dove aveva ripreso la sua attività, malgrado l’impegno in senso contrario preso nel 2015 quando patteggiò a Torino una pena di un anno e dieci mesi. Anche in Georgia però la sua attività era stata stoppata dall’autorità. 

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