Il dono dell'ubiquità del più ricercato trafficante di uomini: in carcere a Palermo e in libertà in Uganda

La televisione svedese SVT e il Guardian scovano Medhanie Yehedego Mered, alias Il Generale, a fare la bella vita a Kampala mentre i pm italiani sostengono di tenerlo in prigione. Al suo posto dietro le sbarre un ex allevatore di vacche

Il Mered in carcere a Palermo e quello libero a Kampala. ANSA/ POLICE PRESS OFFICE - EPA/NATIONAL CRIME AGENCY

Ce ne sono due: un Medhanie Yehedego Mered, l'eritreo chiamato Il Generale nonché il trafficante di esseri umani più ricercato del pianeta, è in carcere a Palermo ed un altro Medhanie Yehedego Mered, e pare che sia quello vero, scorazza per le vie di Kampala, capitale dell'Uganda, protetto da 3 guardaspalle, dall'inerzia della polizia e dal timore o il rispetto della comunità eritrea della città. 

Non si tratta del dono dell'ubiquità ma di un evidente errore della giustizia italiana, che da anni tiene in carcere la persona sbagliata, tale Medhanie Tesfamariam Behre, un 29enne rifugiato eritreo arrestato in pompa magna nel giugno 2016 in Sudan e quindi estradato in Italia con l'aiuto del Foreign Office e dell'Agenzia britannica contro il crimine.  

Il naufragio del 2013 in cui morirono 368 migranti

Ora un documentario della tv svedese SVT svela che il vero Mered, 35 anni, non è mai stato arrestato da alcuna polizia europea e che, invece, vive la sue giornate indisturbato in Uganda.

I guai di Mered con la giustizia iniziano nel 2013, quando le indagini sul naufragio del 3 ottobre al largo di Lampedusa in cui morirono 368 migranti porta i pm di Palermo sulle sue tracce. Quasi 3 anni e l'analisi di 20mila chiamate telefoniche dopo, viene annunciato l'arresto in Sudan di quello che viene considerato come "uno dei trafficanti di esseri umani più ricercati del pianeta" dopo un'operazione internazionale gestita dall'Italia ed in cui collaborano anche britannici e svedesi. 

I dubbi sull'arresto

Già da subito emersero i primi dubbi, con decine di vittime del Generale che assicuravano che il fermato non era lui, ma un'altra persona, in concreto Medhanie Tesfamariam Behre, un passato da allevatore di vacche in Eritrea e un presente, al momento dell'arresto, da rifugiato in Sudan.

La stessa madre di Behre, Meaza Zerai Weldai, ha viaggiato a Palermo nello scorso ottobre per dimostrare, con un test del DNA, che quello dietro alle sbarre è suo figlio e non Mered. Poco importa per i pm di Palermo.

Lo scoop della TV svedese SVT e del Guardian

Ora, ed è questa la novità, la tv svedese, assieme al Guardian, è arrivate sulle tracce del vero Mered anche grazie alle indagini di una ONG di eritrei di Kampala che ha raccolto diverse testimonianze coincidenti. Un testimone, riporta il Guardian, assicura averlo visto all'Hotel DIplomate di Muyenga, un quartiere chic della capitale, mentre abbordava due ragazze eritree. "Era completamente ubriaco, provava a ballare con le ragazze ma non ce la faceva. Qui è un tipo famoso e nessuno prova ad arrestarlo". 

Il ricercato dai pm di Palermo è stato localizzato anche in altri posti, in particolare in bar frequentati da eritrei, conducendo una vita tranquilla, anche grazie ai guardiaspalla. Ma non solo. "Per molti eritrei - dice un altro testimone citato dal giornale britannico - lui è il prodotto della necessità, è una situazione sfortunata, ma la realtà è che Mered ha aiutato molte persona a fuggire da condizioni peggiori nei propri paesi di origine". Altri temono rappresaglie in caso di denuncia, mentre per altri testimoni la questione è ancora più semplice: "anche se lo dicessimo alla polizia ugandese, non lo arresterebbero, è ricco e può pagarsi la libertà". 

Anche la moglie del trafficante, che vive in Svezia, ha affermato a più riprese che quello in carcere non è suo marito, ora saprà anche che va in giro ubriaco per Kampala. Gli unici a credere che sia in carcere a Palermo sono ormai i pm italiani. Che difatti non rispondono alle domande dei giornalisti della tv svedese.

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Commenti (6)

  • Appare ben chiaro che quest'uomo sia stato incastrato. La cosa che lascia qualche dubbio è sulla vastità dei complici...

  • È un caso assurdo, vergognoso, da delirio. L'ennesima, ignobile onta per la procura di palermo, già ampiamente screditata dall'operato di persone cone Ingroia (e i suoi epigoni). Ma questa le batte davvero tutte. Però,dato che vi vantate di fare del buon giornalismo, forse avreste dovuto dare risalto a questa SCANDALOSA notizia prima, dato che non è esattamente roba dell'ultima ora. In certi ambienti, sensibili ai problemi della giustizia, se ne discute da tempo. E soprattutto dovreste avere il CORAGGIO di fare qualche nome: i "pm di palermo"...cosa sono, robot? Entità astratte, metafisiche? Creature mitologiche? Il signor/dottor Calogero "Gery" Ferrara è tra i pm titolari dell'indagine sul fantomatico ,mered"...e una delle persone dalla cui volontà dipende la persistente incarcerazione di questo povero disgraziato, che viene scambiato x il mercante di uomini. Perché non leggo il suo nome nell'articolo? Perché in italia i giornalisti hanno paura di fare il nome dei magistrati? Eppure è perfettamente legale, no? Chi sia il titolare di questa inchiesta è perfettamente noto, essendo il processo un procedimento pubblico. (Voglio sinceramente sperare che questo messaggio non venga censurato, anche se ho qualche timore a tal proposito)

  • Avatar anonimo di Dario
    Dario

    Basterebbe arrestarlo e per la cauzione fargli pagare un prezzo impossibile e davvero esagerato, se riuscisse a pagarlo non credo sbaglierebbe ancora in tal caso potrebbe sempre essere arrestato nuovamente con un nuovo prezzo da pagare, sempre molto alti e poi, come si dice: "O ti manci sta minestra o ti ecchi ra finestra" in quel caso quindi, fenaro per la nuova cauzione non ne avrebbe più di sicuro, altro che divertimenti e comprarsi da bere!

  • Alla fine di questa bella vicenda, se lil tizio fosse innocente, il risarcimento per ingiusta detenzione che gli avvocati si affretteranno a chiedere e ottenere, sará pagato da tutti coloro che hanno trattato il caso, oltre i Pm. O no? Mica vorranno risarcirlo con i soldi degli incolpevoli contribuenti????? Sarebbe degno di un paese incivile!

  • Un prestanome anche per questi casi! Chi è che sostiene che tutto sommato la giustizia italiana..........Siamo al 73-mo posto nella graduatoria mondiale per il funzionamento della giustizia e come si dice in questi casi lo nascondiamo dietro un dito!

  • E che' ci fa' uno estraneo ai fatti condannato e recluso un'altro libero di sfottere la magistratura Italiana. Per zittire l' opinione publica, e fare il favore alle Coop. cge tanto fanno per poveri Cristi scappati dalle zone di querra.dalla fame, e dal mercato degli schiavi. Si può sbagliare, ma perseverare e disumano e diabolico. Mi domando chi pagherà tale errore, sicuramente i soliti fessi! mentre incapaci e politicizzati giudici fanno carriera.

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