Mercato ortofrutticolo: norme antivirus rispettate alla riapertura, ma calano gli affari

Bilancio in chiaroscuro alla ripresa delle contrattazioni. Il nuovo sistema di prenotazione telematica funziona, bene anche il piano viabilità in via Montepellegrino. I grossisti però lamentano una contrazione della merce in arrivo e di quella venduta. Allarme all'ittico: "Settore in ginocchio"

Più luci che ombre nel primo giorno di contrattazioni al mercato ortofrutticolo dopo la riapertura disposta dal Comune. Il nuovo sistema di prenotazione telematica con qr-code ha disciplinato l'accesso allo "scaro", garantendo il rispetto delle norme anti Coronavirus.

Un passo avanti rispetto al caos che ha indotto l'amministrazione Orlando a decidere lo stop ad oltranza. Bene anche il piano viabilità, con il percorso obbligato per i mezzi provenienti dal porto e la chiusura degli svincoli di via Montepellegrino. A facilitare le cose il traffico a ranghi ridotti di questi giorni, con gente costretta a stare a casa per la pandemia. I facchini, "tesserati" dall'associazione dei concessionari, hanno lavorato regolamente, anche se il volume della merce movimentata non è stato in linea con gli standard del mercato.

I grossisti infatti lamentano una contrazione degli affari: sabato è stata scaricata poca merce e oggi c'è stato un calo degli acquisti da parte degli operatori commerciali. Il timore è che la compravendita di frutta e verdura possa spostarsi in altri mercati dove non ci sono rigidi controlli da superare e si preferisce chiudere un occhio rispetto a chi non è in regola con Partita Iva e quant'altro. Non tutte le 200 prenotazioni (suddivise in due turni da 100) sono state sfruttate: sono stati molti di meno gli acquirenti che si sono presentati davanti ai cancelli del mercato. Il sistema non è stato ancora del tutto metabolizzato, ma la speranza è che - dopo questa prima fase di rodaggio - l'afflusso di compratori aumenti. Per domani restano ancora 48 prenotazioni libere (in 152 hanno staccato il qr-code). Di certo gli ingressi continueranno ad essere contingentati per evitare il rischio di contagi da Covid-19.

Preoccupa invece la situazione nell'altro mercato generale della città, quello del pesce, ancora chiuso a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. "Serve urgentemente un piano di sicurezza, da attivare di concerto con gi operatori, per permettere in tempi brevi la riapertura" scrive Salvatore Sarcì, componente di giunta della Camera di Commercio, in una lettera indirizzata all’assessore comunale alle attività produttive Leopoldo Piampiano.

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"La grave situazione che attanaglia la filiera della pesca marittima siciliana, in questo momento gravissimo di emergenza sanitaria da Coronavirus - sottolinea Sarcì - coinvolge pesantemente anche il mercato ittico, uno dei più importanti della Sicilia, un mercato di consumo, che riceve pesce da tutta la Sicilia sud-occidentale e dall’estero. La chiusura del mercato ittico di Palermo e di quello di Porticello ha causato un effetto domino: i pescherecci infatti non sono andati e non vanno più in mare per mancanza di strutture commerciali alle quali vendere il pescato con inevitabili conseguenze di carattere economico e ripercussioni sull’economia delle famiglie", conclude Sarcì.

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