Mercatini rionali, l'associazione Comitati civici: "Tolte le bancarelle restano le 'macerie'"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"E' arrivato il momento di dire basta a un abuso che si ripete giorno per giorno in tutti i mercatini rionali, dalle zone cosiddette 'bene' alle più sperdute periferie. All'ora di chiusura sull'asfalto restano le 'macerie' di quella che dovrebbe essere una normale attività commerciale, e che invece a Palermo si manifesta come l'espressione tangibile della profonda inciviltà imperante in tutti i campi. Non appena vengono smontate le bancarelle e vanno via i lapini, i malcapitati automobilisti si trovano costretti a fare la gimkana fra cassette di frutta abbandonate al centro della carreggiata, anche sulle strisce pedonali, e torsoli, gambi e foglie di broccoli disseminati ovunque, residui di pesci con il percolato che imbratta il suolo, ed altre schifezze varie, il tutto effettuato dai mercatari con una spudoratezza unica, visto che non usano nè sacchi nè contenitori, come si fa in tutte le città normalmente civili". La denuncia arriva da Giovanni Moncada, presidente dell'associazione Comitati Civici.

"Mentre gli operai della Rap cominciavano a ripulire - prosegue Moncada - i passanti devono rischiare di andare a sbattere contro questi ostacoli che in una città normale non dovrebbe essere concesso di abbandonare sul suolo pubblico. 'Tanto poi passa la Rap' dicono i soliti strafottenti. Ma nessuno, ribadiamo nessuno, deve avere la licenza di poter utilizzare la pubblica strada come se fosse il cesso di casa propria, ed il paragone non è eccessivo visto che i mercatini di Palermo sono privi dei servizi igienici. I bisogni fisiologici vengono espletati in sacchetti di plastica, regolarmente abbandonati sul luogo dei mercati, come riferiscono i residenti e come abbiamo constatato personalmente. Noi contribuenti, che paghiamo a caro prezzo un servizio scadente per carenza di uomini e mezzi, non possiamo tollerare che quotidiamente una buona parte delle risorse della Rap venga utilizzata per ripulire con fatica ciò che viene vergognosamente abbandonato sulla strada da gente che non rispetta i regolamenti, né le più elementari regole della civiltà. Si chiama barbarie".

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