Mazzette a Palermo per le patenti nautiche, Confarca: “Punire anche chi cerca scorciatoie”

Morana: “Quella della Procura di Palermo è solo l’ultima delle inchieste, bisogna ascoltare l’allarme delle associazioni”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Siamo sconcertati per questo modus operandi che persiste nella cultura italiana nel cercare continuamente scorciatoie per conseguire un’abilitazione atta a garantire la sicurezza in mare”: è il commento di Marco Morana, vice segretario della sezione nautica della Confarca (la confederazione nazionale che rappresenta le scuole nautiche) sul blitz della Guarda di Finanza scattato ieri mattina alla Direzione Marittima di Palermo per far luce su un giro di corruzione nel rilascio di abilitazioni professionali per il personale marittimo imbarcato su navi mercantili e da crociera. 

“Purtroppo quella della Procura di Palermo è solo l’ultima delle inchieste che vede coinvolti esaminatori che svolgono illecitamente un doppio lavoro – dichiara Morana – Di casi simili, anche nel settore della nautica da diporto, la nostra associazione ne ha già segnalati su tutto il territorio nazionale. Per questo che chiediamo alle istituzioni di ascoltare maggiormente il nostro grido d’allarme, affinché si scongiurino interventi dell’autorità giudiziaria ad illeciti ormai consumati”.

“Per sgravare da questa enorme mole di lavoro i magistrati, è necessario far sempre piena luce su un settore spesso nascosto dal cono d’ombra, dove si annidano impiegati infedeli, ma anche utenti che cercano scorciatoie per l’ottenimento delle abilitazioni nautiche e che vanno puniti ugualmente”, conclude Marco Morana    
 

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