Carico da 50 milioni di hashish su una barca salpata dal Marocco, maxi sequestro: 3 arresti

L'operazione coordinata con gli specialisti antidroga europei: la Solen 1 è stata rimorchiata fino al porto di Palermo. Sequestrate sei diverse tipologie di "fumo" custodite in 187 sacchi di iuta, alcuni dei quali riportanti un logo simile a quello della Mercedes

Parte dei sacchi con la droga

Una barca a vela con un carico di hashish del valore di 50 milioni proveniente dal Marocco è stata rintracciata nel Canale di Sicilia. Mentre un aereo controllava l’imbarcazione dall'alto sono entrati in azione i pattugliatori che hanno "agganciato" l’imbarcazione a 96 miglia a sud ovest di Marettimo bloccando l'equipaggio incaricato di trasportare il prezioso "tesoro". Un’operazione internazionale antidroga, guidata dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria con il supporto del Gruppo aeronavale di Messina, ha portato al sequestro di quasi 5,5 tonnellate di sostanza stupefacente che era partita dal Marocco e che sarebbe presto finita sulle piazze di spaccio di mezza Europa. Tre gli uomini di nazionalità turca arrestati e rinchiusi in carcere a Palermo, dove l’imbarcazione "Solen 1" e i 187 sacchi di iuta contenenti la droga sono stati portati al porto di Palermo.

Sacchi pieni di hashish a bordo di un veliero: così viaggia la droga | Video

"L’attività chiusa con i tre arresti e il maxi sequestro - si legge in una nota - è frutto della stretta collaborazione esistente tra autorità nazionali ed internazionali, sviluppata anche in seno all’Europol tra gli organi di polizia, finalizzata al contrasto del dilagante fenomeno dei traffici illegali di sostanze stupefacenti via mare che trovano terreno fertile nella persistente situazione di grave instabilità politica di alcune aree del Nord Africa, veri e propri hub per il  Mediterraneo". Sull’imbarcazione a vela avevano messo gli occhi gli esperti antidroga italiani, gli spagnoli della Vigilanza aduanera e i colleghi d’Oltralpe dell’Ocrtis-Ceclad e della Douane francaise, che hanno segnalato la presenza del monoalbero di 12 metri partito dal golfo di Oran (Marocco) e in navigazione verso oriente.

Viaggio a bordo delle navi della droga | Video

Sulla base degli accordi esistenti in relazione alla Convenzione di Vienna, grazie all’opera di raccordo della Direzione centrale dei servizi antidroga che ha permesso un rapido scambio di informazioni, il pattugliatore multiruolo "P.02 Monte Cimone” ed il pattugliatore veloce “PV9 Cinus” del Gruppo aeronavale di Messina hanno abbordato il natante sospetto e ne hanno preso il controllo nonostante le condizioni meteo-marine critiche. La "Solen 1" con il suo prezioso carico è stata rimorchiata fino al porto di Palermo per le attività di polizia giudiziaria curate dai finanzieri del Gico di Palermo, dal Servizio centrale investigativo criminalità organizzata di Roma e dal Reparto operativo aeronavale di Palermo, che hanno eseguito un approfondito controllo al momento dell’attracco.

2 maxi sequestro droga finanza solen 1-2

Nei sacchi di iuta sono state trovate sei diverse tipologie di hashish, ognuna delle quali riportava un logo diverso. "Tra questi - raccontano gli investigatori - spicca ancora una volta quello che imita l’emblema della nota casa produttrice di automobili Mercedes". Dell’operazione è stata informata la Procura della Repubblica di Palermo che ha disposto anche il sequestro della strumentazione di bordo utile per ricostruire le “rotte della droga". Il blitz marino ha consentito di intercettare e bloccare, dall’estate scorsa a oggi, la sesta imbarcazione dopo la "Quest", la "Remus", la "Leucothea", "El Canonero" e la "Luna III" (foto sopra).

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"Il mar Mediterraneo si conferma in definitiva - concludono gli investigatori in una nota - essere uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti. In questo scenario la guardia di finanza svolge il suo ruolo esclusivo di ‘polizia del mare’, integrando il dispositivo aeronavale costiero con quello di altura, tanto per il controllo delle frontiere esterne con le attività di esplorazione aeromarittima condotte in acque internazionali, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione europea".

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