Ciancimino condannato a tre anni per detenzione di esplosivo

La vicenda nasce dal ritrovamento nel giardino della casa di Ciancimino, ad aprile del 2011, di alcuni candelotti di dinamite. Il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo raccontò di averli ricevuti da un misterioso "signor x"

Massimo Ciancimino

Il Gup di Palermo Daniela Cardamone ha condannato a tre anni di carcere e 20 mila euro di multa Massimo Ciancimino per detenzione e cessione di esplosivo. Due anni, pena sospesa, la condanna inflitta al coimputato, Giuseppe Avara che era accusato di detenzione di esplosivo.

Il gup ha dichiarato Ciancimino interdetto per 5 anni dai pubblici uffici e ha inflitto ad Avara la sanzione pecuniaria di 10 mila euro. Il giudice non ha concesso le circostanze attenuanti a nessuno dei due imputati. La vicenda nasce dal ritrovamento nel giardino della casa di Ciancimino, ad aprile del 2011, di alcuni candelotti di dinamite. Il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo raccontò di averli ricevuti da un misterioso signor x che avrebbe cercato così di dissuaderlo dal continuare a parlare coi pm davanti ai quali aveva fatto rivelazioni sulla trattativa Stato-mafia.

Ma dalle indagini venne fuori che il teste aveva mentito: le telecamere piazzate davanti alla sua abitazione palermitana non avevano immortalato alcuna consegna. Ciancimino cambiò versione sostenendo che il fantomatico personaggio gli avrebbe dato la dinamite a Bologna e che poi lui in auto l'avrebbe portata a Palermo. Sempre il teste rivelò di avere dato parte dei candelotti ad Avara perché se ne disfacesse. Avara avrebbe buttato l'esplosivo in un cassonetto dell'immondizia. Ciancimino ha cercato di patteggiare, ma non ha raggiunto l'accordo coi pm sull'ammontare della pena. Restano ancora oscure le vicende legate alla provenienza dei candelotti. (Ansa)

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