Morto in un market di via Maqueda, Ballarò saluta Matteo: "Vogliamo giustizia, non vendette"

Stamattina i funerali di Matteo Tresa, che ha perso la vita ad appena 37 anni una settimana fa. Secondo la ricostruzione della polizia i due dipendenti bengalesi lo avrebbero colpito con un bastone reagendo a un tentativo di rapina. Gli amici: "Un ragazzo fragile che ha fatto scelte sbagliate"

Foto Giuseppe Romano

La bara portata a spalla per le vie del quartiere e decine di persone che accarezzano il feretro per dare al loro amico l'ultimo saluto. Si sono svolti stamani nella chiesa di San Nicolò all'Albergheria i funerali di Matteo Tresa, il 37enne morto nella notte tra l'11 e il 12 marzo in un minimarket di via Maqueda. Tresa, secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, avrebbe tentato di rapinare l'esercizio commerciale ma il due dipendenti - entrambi bengalesei - avrebbero reagito. Da qui una colluttazione, nella quale Tresa ha avuto la peggio dopo che - sempre secondo la polizia - i due hanno infierito sul 37enne ormai immobilizzato. 

I familiari di Matteo, gli amici, i rappresentanti delle comunità straniere che vivono nel quartiere e diversi consiglieri di circoscrizione oggi si sono ritrovati tra i banchi della chiesa per salutare quel loro amico descritto come "un ragazzo fragile che ha fatto scelte sbagliate". 

"L'intera comunità - dice il presidente della prima circoscrizione Massimo Castiglia - oggi era presente. Io ho partecipato alla cerimonia in forma privata. Era un doveroso atto di rispetto per una vita spezzata. Matteo proviene da una famiglia di onesti lavoratori e lo era anche lui fino a quando l'uso di sostanze non lo ha portato a compiere scelte sbagliate. Era un ragazzo fragile ed è compito della comunità stringersi e interrogarsi su come evitare che storie del genere possano ripetersi".

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"Matteo uno di noi" lo frase detta da tanti nel quartiere, la frase scandita anche nel corso della fiaccolata organizzata in sua memoria. "L'Albergheria - dice Castiglia - è spesso narrata in modo sbagliato, anche dalla stampa. Invece c'è una comunità sana, che affronta le questioni gravi e dolorose come questa e lavora per sostenere chi è in difficoltà. Chi non conosce la zona ha parlato di 'vendette' nei confronti dei commercianti stranieri. La comunità non vuole vendette, vuole solamente sapere cosa è successo quella sera. Ballarò anche oggi ha dimostrato il suo grande cuore. Non solo per Matteo ma anche con il pranzo per i poveri organizzato oggi alla Chiesa del Carmine e preparato interamente dai commercianti del mercato".

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