Roberta Bruzzone: "Mario Biondo, grazie a nuove foto siamo vicini alla verità"

La nota criminologa torna ad occuparsi del caso del cameraman palermitano morto a Madrid nella sua rubrica sul settimanale Giallo: "Si tratta di immagini che inspiegabilmente non sono state messe a disposizione della famiglia"

Mario Biondo e Raquel Sanchez Silva

"Sono troppi gli elementi che non tornano sulla misteriosa morte di Mario Biondo, dopo cinque anni di depistaggi da parte di una serie di soggetti coinvolti nell’inchiesta, siamo vicini alla verità". E' questo il pensiero della nota criminologa Roberta Bruzzone che torna ad occuparsi del caso del cameraman palermitano nella sua rubrica sul settimanale Giallo.

Il caso venne archiviato troppo in fretta come suicidio dopo un mese ma un giudice spagnolo, grazie alle continue lotte dei genitori, ha riaperto le indagini per fare chiarezza. Secondo la criminologa Roberta Bruzzone (consulente tecnico della famiglia di Mario Biondo) si è trattato di una grossolana messinscena. "I magistrati italiani - ha scritto - sono riusciti a ottenere copia delle foto scattate dalla scientifica al momento del rinvenimento del corpo. Si tratta delle foto che, per ben due anni, inspiegabilmente non erano state messe a disposizione della famiglia".

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"Quelle foto – ha aggiunto Roberta Bruzzone – confermano che il posizionamento del corpo è incompatibile con un suicidio. Così, le autorità spagnole hanno riaperto il caso. A finire sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati spagnoli è stato, in particolare, l’operato del medico che intervenne sulla scena ed esaminò la salma. Secondo il team di esperti ingaggiati dai Biondo, il medico legale avrebbe alterato la documentazione. Secondo la denuncia presentata contro il medico, sarebbero falsi anche i risultati dell’autopsia. E ora dovrà sbrogliare l’intricata matassa proprio la magistratura spagnola".

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