Minacce a Scarpinato, la città abbraccia il Procuratore: sit in al Tribunale

Doppio appuntamento, mattina e pomeriggio, davanti al Palazzo di Giustizia con la manifestazione organizzata da Antimafia Duemila e Scorta Civica. Incrementate le misure di sicurezza per il procuratore generale dopo la scomparsa di alcune riprese della videosorveglianza

Sit in al Tribunale per il procuratore Scarpinato - foto Twitter

La città si stringe con una manifestazione di solidarietà attorno a Roberto Scarpinato. Questa mattina dalle 9,30 alle 11,30, e poi di pomeriggio, dalle 16,30, sit in davanti al Palazzo di Giustizia con l'evento "Palermo incontra i magistrati", una manifestazione solidale organizzata da Antimafia Duemila e Scorta Civica per il procuratore generale, oggetto nelle scorse settimane di diversi atti intimidatori. Un altro "caldo abbraccio" nei confronti di uno degli uomini della giustizia, così come accadde a luglio per il pm Nino Di Matteo (foto in basso).

Risale a pochi giorni fa l'ennesimo vile attacco al magistrato, che si è visto recapitare una pesante lettera di minacce sulla scrivania del proprio ufficio. Questa si aggiunge alla scritta lasciata su una porta davanti alla stanza di Scarpinato. Ma il risvolto inquietante dell'ultimo episodio riguarda le telecamere di sicurezza. Gli inquirenti hanno chiesto di visionare le immagini della videosorveglianza, salvo poi scoprire che mancavano le riprese di dieci giorni sugli ultimi quindici. Ma al momento dell'analisi dei file è venuta fuori un'altra sorpresa. Era sparita ogni immagine, tranne quelle delle ultime 24 ore. Sulla base dell'accaduto il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza ha disposto un potenziamento delle misure di sicurezza per salvaguardare l'incolumità di Scarpinato.

Alla manifestazione aderirà anche il sindaco della città, Leoluca Orlando: "E' importante che i cittadini si mobilitino per manifestare il loro sostegno al lavoro che la Procura di Palermo sta portando avanti per accertare la verità su pagine oscure della nostra storia e per proseguire nella lotta alla mafia. I magistrati non debbono essere lasciati soli". Ma l'intimidazione di pochi giorni fa è solo l'ennesimo episodio negativo accaduto a Scarpinato, già destinatario di una lettera minatoria lo scorso 16 settembre e di un'altra risalente a maggio, quando alcuni confidenti del Tribunale avevano lanciato l'allarme per un possibile attentato al Palazzo di Giustizia.

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