"La Sicilia affonda, è ora di cambiare": Cgil, Cisl e Uil scendono in piazza

Il corteo si è mosso da piazza Marina diretto in piazza Indipendenza. In strada anche i lavoratori di Almaviva, gli operai Blutec e dell'ex indotto Fiat

Foto Perniciaro

Cgil, Cisl e Uil in piazza per la manifestazione regionale "Sicilia in lotta! Più lavoro. Più sviluppo. Più inclusione". Un corteo si è mosso da piazza Marina diretto in piazza Indipendenza, dove interverranno i lavoratori dei settori in crisi e, per il comizio, i segretari generali Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone. In strada i lavoratori di Almaviva che vivono ore di attesa, le centinaia di disoccupati del settore del commercio, di quello edile, gli operai Blutec e dell’ex indotto Fiat, della Keller, dell’area industriale di Carini, di Fincantieri, della formazione professionale, i forestali, i pensionati.

“Non c’è settore che si salva dalla crisi ed è una condizione così esasperante perche da troppo tempo – spiegano i tre segretari di Cgil Cisl Uil Palermo Enzo Campo, Daniela De Luca e Gianni Borrelli  - mancano vere politiche economiche e sociali di sviluppo e perché le nostre richieste restano inascoltate. Il governo e la politica non sono stati in grado di arginare il crollo economico e sociale dei nostri territori che stanno vivendo, da troppi anni, una vera e propria desertificazione industriale con grosse aziende che hanno abbandonato Palermo o che sono in procinto di farlo. Manderemo un forte segnale al governo Crocetta,  è ora di cambiare”. 

"La Sicilia affonda - sottolinea il segretario generale della Uil Sicilia Claudio Barone -  e il governo regionale, sino a oggi non ha affatto nulla per evitarlo e nel frattempo si perdono o si rischiano di perdere posti di lavoro, sempre più famiglie sono in mezzo alla strada e la prospettiva per i giovani è il lavoro nero o l'emigrazione".

“La Sicilia degli ultimi anni - dice Mimmo Milazzo, segretario della Cisl regionale - ha perso tutte le scommesse. Per questo siamo qui. Per chiederne il senso al governo della Regione e alla classe politica dell’Isola. Ne prendano atto.. Mettano in conto di restituire la parola ai siciliani. A lavorare in Sicilia è solo il 25% dei cinque milioni di siciliani. E stando a Eurostat, siamo gli ultimi in Europa per tasso d’occupazione. Sono appena 1.182 i siciliani che guadagnano più di 500 mila euro l’anno contro le 250 mila famiglie in condizioni di povertà assoluta, cioè al di sotto del livello minimo di sussistenza”.

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