Casteldaccia, rimpallo Tar-sindaco: "Villetta si doveva abbattere", "Non lo sapevo"

L'abitazione in cui sono morte 9 persone è risultata abusiva e nel 2008 era stata firmata l'ordinanza di demolizione, per la quale era stato presentato ricorso al Tar. I giudici: "Ordinanza non è stata annullata". Il primo cittadino: "Non abbiamo i soldi per buttare giù le case"

La villetta della tragedia

"Per quanto ci riguarda quell'immobile era vuoto. I vecchi proprietari risultano trasferiti a Palermo dal febbraio del 2011. Quindi per il Comune non c'erano residenti in quella casa. Non è stata fatta alcuna comunicazione di voltura rispetto alla Tarsu, ancora oggi trasmessa ai vecchi proprietari, e lo stesso per quanto riguarda il contatore Enel. La magistratura farà chiarezza anche su questo". A dirlo all'Adnkronos è Giovanni Di Giacinto, sindaco di Casteldaccia, in merito all'immobile in cui hanno trovato la morte 9 persone sabato notte, travolte dall'esondazione del fiume Milicia. 

La villetta in contrada Cavallaro è risultata abusiva e nel 2008 era stata firmata l'ordinanza di demolizione, per la quale era stato presentato ricorso al Tar. Dal Consiglio di Stato e della Giustizia amministrativa era arrivata oggi una precisazione: il Tar non ha mai sospeso l'ordinanza di demolizione del sindaco dell'immobile. "Nè può sostenersi che la semplice presentazione di ricorso - spiegano i giudici amministrativi - sia di per sé sufficiente a bloccare l'efficacia dell'ordine di demolizione. In ogni caso, nel 2011 il giudizio al Tar si è concluso e l'ordinanza di demolizione del sindaco non è stata annullata".

Musumeci: "Irresponsabilità del cittadino ma anche delle istituzioni"

In altri termini l'ordinanza di demolizione in questi anni poteva essere eseguita. "Per l'ufficio tecnico del Comune sino a ieri sera il ricorso al Tar risultava pendente - spiega il primo cittadino - perché nessuno ha mai notificato al Comune che il ricorso non era più pendente dal 2011". Stamani Di Giacinto ha chiesto tramite pec al Tar Sicilia l'invio della sentenza "che ho visto girare ma vorrei acquisire per le vie ufficiali".

Tragedia di Casteldaccia: folla alla camera ardente

"Questo - prosegue Di Giacinto - è il momento del dolore e del cordoglio per le vittime. Io ho massima fiducia nell'operato della magistratura e aspetto che sia fatta chiarezza. Non servono i processi mediatici e non sono interessato a fare polemiche. Ci sto mettendo la faccia, non mi sto tirando indietro perché non voglio far passare l'idea che qui a Casteldaccia, c'è qualcuno dell'amministrazione che scappa".

Una raccolta fondi per la piccola Asia

"Ho chiesto un incontro al presidente della Regione - aggiunge il sindaco di Casteldaccia - che mi auguro di poter incontrare domani pomeriggio, e spero che anche il premier ci possa dare una mano. Noi siamo un Comune in dissesto finanziario e non abbiamo i soldi per le demolizioni. Non posso anticiparli perché recuperarli dai proprietari è praticamente impossibile, basta trovare un nullatenente per dire addio a quei soldi. Buttarne giù uno, in base al prezziario regionale, costa tra i 60 e i 70 mila euro tra demolizione e smaltimento degli sfabbrici. Il Comune non ha i soldi necessari - spiega Di Giacinto, che domani sarà in Cattedrale per partecipare ai funerali delle nove vittime -. Ho chiesto un incontro al governatore per fare il punto della situazione e capire se e come il Governo regionale ci può aiutare anche dal punto di vista finanziario anche per abbattere questi immobili".

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