Revisione del processo Borsellino: tutti assolti dall'accusa di strage

Tutti assolti gli 11 imputati: lo ha deciso la corte d'appello di Catania. A consentire il nuovo giudizio sono state le rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, che aveva fornito una versione diversa smentendo così il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino

Tutti assolti gli 11 imputati del processo di revisione delle condanne per la strage Borsellino. La corte d'appello di Catania, che celebrava il processo di revisione delle condanne, alcune delle quali all'ergastolo, emesse a Caltanissetta a carico delle persone coinvolte ingiustamente nell'attentato di via D'Amelio in cui il 19 luglio 1992 perse la vita il giudice Paolo Borsellino, ha assolto tutti gli imputati dall'accusa di strage. Il processo di revisione è stato celebrato dopo le rivelazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che aveva fornito una versione diversa dei retroscena dell'attentato smentendo così il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino, sulle cui rivelazioni si sono invece basati i precedenti giudizi.

La revisione dei processi

Era stato Roberto Scarpinato a richiedere la revisione dei processi "Borsellino" e "Borsellino bis", in cui erano stati condannati undici imputati per la strage di via D'Amelio, finiti in carcere per scontare pene pesantissime sulla scorta delle accuse di Scarantino. Quello che ormai può essere definito un falso pentito. La richiesta è stata poi trasmessa alla Corte d'Assise di Catania. Degli undici imputati, sette avevano avuto l'ergastolo.

Gli assolti

L'istanza di revisione riguarda Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana (condannati all'ergastolo) e Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Salvatore Tomaselli e Giuseppe Orofino (condannati a pene fino a 9 anni di reclusione). I soli in libertà erano Orofino, Tomaselli e Candura, che hanno già espiato la pena e per i quali è stata quindi richiesta solo la revisione. Orofino era stato ritenuto responsabile di appropriazione indebita, favoreggiamento e simulazione di reato. Candura era stato condannato solo per il furto della macchina che venne imbottita di tritolo e non per il reato di strage, mentre Tomaselli aveva avuto una condanna per associazione mafiosa e non per strage. Sarà ora la corte d'appello di Caltanissetta a dover rideterminare la pena, passaggio fondamentale per quantificare i risarcimenti dei danni che chi è stato condannato ingiustamente chiederà.

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