Mafia, sequestrato tesoro del boss Salerno: ci sono anche tabaccheria e focacceria

I provvedimenti sono stati eseguiti dalla guardia di finanza. Luigi Salerno, 72 anni, è ritenuto uomo della famiglia di "Palermo Centro". Le attività si trovano allo Zen e in via Maqueda, ma il "tesoretto" comprende anche diversi immobili per un valore complessivo di un milione e 500 mila euro

Beni per circa un milione e 500 mila euro, tra immobili e attività commerciali, sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a Luigi Salerno, 72 anni, pregiudicato ritenuto "storico esponente della famiglia mafiosa di Palermo-Centro e personaggio dotato di un notevole curriculum criminale". Il provvedimento è stato eseguito su richiesta della Procura della Repubblica, sezione Misure di prevenzione. Salerno, precisa la finanza, è stato condannato per associazione mafiosa per due volte, la prima volta nel 1999 a sei anni di reclusione e la seconda, nel 2007, a nove anni (in questo caso è stato riconosciuto colpevole anche di estorsione).

Diversi sono stati, nel tempo, i collaboratori di giustizia che hanno citato Salerno. Già nel 1996 Salvatore Cucuzza gli attribuiva il ruolo di "reggente" della famiglia mafiosa di Palermo Centro, mentre un altro collaboratore di giustizia, Marcello Fava, nel 2000 lo ha definito "uomo d’onore" della famiglia di Palermo Centro.

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Già nel 2015 a Salerno era stato sequestrato un patrimonio di oltre 10 milioni di euro. Dopo nuove indagini nel maggio del 2018 le fiamme gialle hanno arrestato Salerno e un complice per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti dei titolari di una storica attività commerciale palermitana attiva nel settore dell’abbigliamento, con canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio.

Nello stesso anno, inoltre, sono stati attivati ulteriori accertamenti che hanno consentito di ricondurre alla sua disponibilità altri beni aziendali e immobili. Sulla scorta di questi accertamenti economico-patrimoniali svolti dagli specialisti del Gico, il tribunale di Palermo ha disposto il sequestro di due imprese individuali (una tabaccheria allo Zen e una focacceria con sede nella zona turistica di via Maqueda) e di 5  immobili (nei quartieri Brancaccio e Capo) e formalmente intestati a prestanome, per un valore stimato complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro. "Il tribunale - si legge in una nota - ha infatti ritenuto che i beni oggetto dell’odierno sequestro fossero in concreto nella disponibilità del proposto e che comunque tali investimenti non fossero il frutto dei risparmi derivanti da redditi fiscalmente dichiarati dai rispettivi nuclei familiari, sostenendo che i beni aggrediti costituissero il frutto o il reimpiego di guadagni provenienti da attività illecite". 

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