Mafia, sequestro milionario a Corleone per uno dei "postini" del boss Provenzano

I carabinieri hanno eseguito un decreto nei confronti di Calogero Giuseppe Lo Bue, fratello del capomandamento della potente famiglia di Cosa nostra che in passato avrebbe garantito la latitanza di "Zu Binnu". Sigilli a un'impresa, due fabbricati, 21 terreni e due rapporti bancari

Sequestro da 1,5 milioni di euro al fratello del capo mandamento di Corleone, considerato in passato uno dei "postini" di Bernardo Provenzano. I carabinieri hanno eseguito un decreto emesso dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo nei confronti di Calogero Giuseppe Lo Bue e della sua famiglia. Sigilli a un’impresa, due fabbricati, ventuno terreni e due rapporti bancari. Nonostante i bassi redditi dichiarati, nel corso delle indagini “è emersa la significativa e continuativa disponibilità e impiego di denaro contante della famiglia a fronte di esigui redditi ufficiali. Nel solo mese di ottobre 2009 - spiegano dal Comando provinciale - la moglie di Lo Bue risulta aver prelevato in contanti la somma di oltre 100 mila euro”.

Calogero Giuseppe è fratello di Rosario Lo Bue, condannato nel 2007 a 8 anni di reclusione per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Corleone, per conto della quale avrebbe curato la latitanza del boss Bernardo Provenzano sino al giorno del arresto nel covo di Montagna dei Cavalli, l’11 aprile 2006. “Le indagini patrimoniali - prosegue una nota - costituiscono il completamento della più generale attività di contrasto condotta nei confronti del potente mandamento mafioso di Corleone, fiaccato negli ultimi 5 anni con le operazioni ‘Patria’, ‘All Stars’ e ‘Grande Passo’ e dai sequestri beni a carico del defunto capomafia e del fratello Gaetano Riina, attualmente detenuto per mafia”.

L’attività culminata nel sequestro ha consentito di individuare e colpire il patrimonio considerato occulto e riconducibile a Lo Bue, alla moglie Lucia Maria Di Giorgio e ai figli Giuseppe, Salvatore e Vincenza. “Punto cruciale dell’indagine patrimoniale è rappresentato dall’evidente sperequazione - aggiungono i militari - tra i redditi dichiarati negli anni da Lo Bue e dai propri congiunti, da cui è stato possibile ipotizzare l’utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite”. Il sequestro comprende anche l’abitazione della famiglia, indicata negli atti giudiziari dell’arresto di Provenzano come “fermo posta” per la corrispondenza di “Zu Binnu”. L’abitazione, per metà già confiscata a carico del fratello Rosario Lo Bue, in passato era stata sottoposta a vincolo di confisca, poi revocata nel 2003 per assenza della pericolosità sociale attuale.

Il provvedimento colpisce anche alcuni fondi tra Corleone e Monreale, formalmente intestati a Nunzio Labruzzo, genero di Lo Bue, che sarebbero stati acquistati - stando agli esiti delle indagini patrimoniali - con proventi di presunta derivazione illecita (documentata dalla forte sperequazione tra investimenti e redditi dichiarati al Fisco) ammontante ad oltre 390 mila euro. “L’analisi bancaria eseguita a carico di Lo Bue e di Labruzzo ha infatti portato alla luce significative immissioni sui conti di denaro contante - concludono i carabinieri - e pagamenti eseguiti a loro favore per oltre mezzo milione di euro da parte dei fratelli Antonio e Massimo Sfraga, imprenditori di riferimento di Gaetano Riina: tali rapporti commerciali, come accertato, sono stati interrotti a seguito del sequestro beni a carico dei fratelli Sfraga”.

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