Il Tempo chiede la grazia per Dell'Utri, l'ex senatore: "Voglio solo giustizia"

Dell'Utri sta scontando una condanna per concorso in associazione mafiosa. E' affetto da una cardiopatia e da un tumore maligno alla prostata. Il tribunale ha detto no alla richiesta di sospensione della pena. Cuffaro: "Prego la nostra giustizia di rivedere la sua decisione"

"Non mi piacciono gli atti di pietà quando si possono compiere atti di vera umanità e di sostanziale giustizia". A scrivere queste parole, in una lettera inviata al Tempo, è Marcello Dell'Utri in carcere a Rebibbia per scontare una condanna a sette anni per concorso in associazione mafiosa. I suoi legali, sulla base delle cattive condizioni di salute del loro assistito, avevano chiesto la sospensione della pena ma il tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto la richiesta. Dell’Utri, che ha 76 anni, è affetto da una cardiopatia e da un tumore maligno alla prostata. Dopo il no del tribunale Dell'Utri ha deciso smettere di mangiare e di rinunciare alle cure. Il Tempo ha lanciato una petizione per chiedere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la grazia per l'ex senatore.

Ma Dell'Utri la grazia non la vuole, chiede "giustizia". Al direttore del quotidiano romano dice di "non prendere né far prendere iniziative di tipo politico che poi dovrei sconfessare. Mi riferisco soprattutto ad una ventilata domanda di 'grazia': non è quello che vorrei mai ottenere. Io chiedo che si faccia piuttosto domanda di 'giustizia', se possibile. La grazia mi arriverà, purtroppo a scoppio ritardato, dalla giustizia di Strasburgo". Dell'Utri conclude la lettera sostenendo di avere "più fiducia nella giustizia, complessivamente intesa, che nella politica, specie quella cui stiamo assistendo in questi anni, impotente di far valere la sua alta missione di regolatrice della vita democratica del nostro Paese".

Il diretto interessato non è l'unico a chiedere di poter lasciare il carcere per curarsi. Anche secondo Salvatore Cuffaro Dell’Utri dovrebbe poter tornare a casa. "Il carcere, secondo la nostra Costituzione, deve avere un valore rieducativo - afferma Cuffaro - e mirare al reinserimento del reo nella società e non rappresentare una punizione fine a se stessa. Lo Stato e, in questo caso, la magistratura di sorveglianza, credo debbano restituire il cittadino Marcello Dell’Utri alla sua casa perché possa curarsi e continuare, accompagnato dall’amore della sua famiglia, il suo processo di rieducazione e risocializzazione. Solo in questo modo la giustizia darà valore al significato che la nostra Costituzione assegna alla pena. So cos’è la sofferenza del carcere e per questo prego perché la nostra giustizia, nella quale ostinatamente continuo a credere ed a affidarmi, possa rivedere la sua decisione e consentire a Dell’Utri di scontare la sua pena in detenzione a casa". 

Nei giorni scorsi anche la moglie di Dell'Utri, Miranda Ratti, aveva lanciato un appello sulle colonne del quotidiano Il Tempo: "Giudici liberate mio marito Marcello, è gravissimo, non può restare in cella". Già a ottobre la Corte di Cassazione aveva stabilito che l’ex senatore non poteva essere scarcerato per via della gravità dei suoi reati. E nei giorni scorsi il procuratore generale di Roma, Pietro Giordano, ha dato nuovamente parere negativo.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (17)

  • Primo Commento partito incompleto...stavo scrivendo che uno stato che ha bisogno di essere spietato x apparire forte, é in realtà debole. É una sorta di meccanismo di compensazione della propria inadeguatezza

  • Uno Stato che ha bisogno di essere spietato per

  • Un accanimento davvero ridicolo! E poi facciamo i grandi, invocando la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali; e dicendo di far parte dell'ONU!

  • Avatar anonimo di Paolo
    Paolo

    Mi spiace ma è troppo comodo dire sono malato quindi non merito il carcere. Ci sono istituti penitenziari che hanno ottimi reparti medici.  Il signore in questione non si è  certo ammalato per colpa del carcere , lo sarebbe stato anche da libero cittadino.  Avrebbe potuto evitare il carcere facendo la persona onesta e  non fare da tramite fra ambienti mafiosi e il suo tirafili - silvio . Al processo ha tenuto la bocca chiusa e allora paghi il suo debito  e anche quello del suo capo con la società. 

    • 1) i rapporti tra Berlusconi e la mafia, per quanto é dato inferire dai processi che, anche indirettamente, hanno affrontato il tema, non é certo quello cui lei allude ("tirafili"). 2) nei paesi civili, la responsabilità penale é strettamente PERSONALE. Perché dell'utri dovrebbe pagare colpe non sue? Dove sarebbe in ciò la giustizia?

      • Avatar anonimo di Paolo
        Paolo

        E già  , l'asse Lima-Andreotti-DC se lo sono inventato i giornalisti,  così  come quello Dell'Utri -Berlusca-F.I. . E a pagare è sempre il più  sacrificabile. . Anche quelli che vengono beccati a chiedere il pizzo dicono di agire in proprio e non sono inviati da nessuno.  Chi ci crede evidentemente crede a Babbo Natale e alla cicogna. 

  • Penso che di fronte le gravi malattie bisogna avere clemenza se il malato è un recluso. Qualsiasi delitto abbia commesso, vi assicuro per conoscenza diretta, che già la grave malattia è espiazione di colpe commesse o anche non commesse come nel mio caso di onesto cittadino che ha vissuto 10 lunghi anni di cirrosi epatica, rasentando più volte la morte. Poi il trapianto, la rianimazione, il coma, l'anoressia indotta, IL DESIDERIO DELLA MORTE. Questa è la malattia grave. Oggi sono passati altri 25 anni. Sono ancora qui a godere la famiglia. Ma ho scontato mali che non avevo commesso, perché una condanna è stata la GRAVE MALATTIA. Queste mie esternazioni desidero che siano lette attentamente e con riflessioni. Dare la libertà a Dell'Utri non è andare contro la giustizia , ma è espressione di umanità.

    • Concordo con le sue parole.

  • Avatar anonimo di maso
    maso

    Se invoca giustizia lei che non si è fatto scrupolo di vantarsi di avere amici mafiosi, lei che con il suo silenzio omertoso permette al suo degno compare di Arcore di spassarsela e tentare ancora di trascinare questo povero paese in una sorta di medioevo intellettuale... se invoca giustizia sappia che per tutto il male che avete fatto ai Siciliani i sette anni che le sono stati inflitti sono ben poca cosa, se li goga fino in fondo. Mi auguro che dall'altro lato esista un Dio veramente severo per lei e tutti quelli come lei. 

    • Augurare di crepare in carcere a un 78enne malato di cancro ( che non é certo un mostro, qualunque cosa abbia fatto) non è "medioevo culturale"?

      • Legga bene quello che ho scritto. In ogni caso si ricordi che la Sicilia è una delle regioni, culturalmente e economicamente più arretrata d'Europa, però siamo siamo stati bravissimi a esportare mafia e omertà e certamente la responsabilità maggiore sta in capo ai Siciliani da sempre dominati da qualcuno.

        • E lei capisca bene quello che LEI STESSO scrive, se ne é in grado: "se li goda fino in fondo", riferito a una condanna della quale restano circa 4 anni da scontare. QUATTRO anni. Per un persona: 1) quasi ottantenne. 2) cardiopatica. 3) con un grave tumore. Quante speranze ci sono che sopravviva altri 4 anni? Ergo, l'augurio di portare a termine la condanna ha, di fatto, il significato che ho brutalmente sintetizzato nel mio scorso messaggio. La arretratezza culturale é nella concezione spietata della repressione penale che fa da sottotesto alle sue parole.

  • Avatar anonimo di Senzapaura
    Senzapaura

    Sig. Palermo disoccupata il fatto che una persona si sente di augurare male agli altri questo e un fattore personale che al riguardo dio provvederà. Per la famiglia della persona in questione fa molto male riceve cattivi auguri

  • Anche noi vogliamo giustizia.....rimani in carcere.

    • La sua invocazione denota una fiducia nella giustizia di questo paese che le invidio

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Nubifragio nella notte, allagamenti e alberi caduti a Palermo

  • Politica

    L'aggressione a Stefania Petyx, Salvini a Orlando: "Sono pronto a sgomberare gli abusivi e voi?"

  • Politica

    Polemica per la festa con i migranti alla scuola Antonio Ugo, il preside: "No al razzismo"

  • Cronaca

    Zen, 171 dosi di cocaina confezionate come caramelle: un arresto

I più letti della settimana

  • Noce, Stefania Petyx aggredita durante un servizio: "Presa a calci e pugni"

  • L'aggressione a Stefania Petyx e al suo operatore: il servizio completo mostrato da Striscia la Notizia

  • Striscia pubblica il video dell'aggressione a Stefania Petyx: "Quanti dolori, ma non mollo"

  • Assalti ai furgoni di sigarette: i nomi dei dodici arrestati

  • Assalti ai furgoni carichi di sigarette, sgominata banda: dodici arresti

  • Morire per un parcheggio: prese pugno in faccia dopo una lite, perde la vita a 53 anni

Torna su
PalermoToday è in caricamento