Stato-mafia, i giudici di Palermo: “Sì alla testimonianza di Napolitano”

La Corte di Assise ha accolto le richieste del pm chiamando il Presidente della Repubblica a testimoniare in aula sulle telefonate fra Mancino e il consigliere giuridico del Quirinale, Loris D'Ambrosio

Napolitano dovrà deporre in aula. Dopo mesi di tira e molla, di intercettazione distrutte e di richieste dei pm ignorate, la Corte di Assise di Palermo ha ammesso la testimonianza del presidente della Repubblica nel processo per la trattativa Stato-mafia.

Il capo dello Stato figura nella liste testi che la Procura avrebbe voluto ascoltare. In particolare, Napolitano sarà sentito sui colloqui fra Nicola Mancino e l'ex consigliere giuridico del Quirinale, Loris D'Ambrosio che in una lettera, datata 18 giugno 2012, raccontava del timore "di essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi" tra il 1989 e il 1993.

La Corte, accogliendo la richiesta dei pm ha comunque fissato dei paletti con Napolitano che sarò sentito "nei soli limiti della conoscenza del teste che potrebbero esulare dalle funzione presidenziali e dalla riservatezza del ruolo".

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