Mafia, alla sbarra i nuovi capi di Corleone: 6 condanne, 14 anni a nipote Provenzano

Si tratta del processo nato dal blitz del 2016 “Grande passo 4”. Gli inquirenti hanno ricostruito gli assetti di vertice del mandamento e i rapporti con gli esponenti dei clan vicini. Tra i condannati anche Carmelo Gariffo. Tre le assoluzioni

Un'intercettazione dell'operazione "Grande Passo 4"

Corleone nuovamente al centro dell'attenzione. Quando ancora non si è spento il clamore per la morte del boss Totò Riina e la sua sepoltura nel cimitero comunale, arrivano le condanne per boss e gregari alla sbarra nell'ambito del processo scaturito dal blitz del 2016 “Grande passo 4”. Il gup Alessia Geraci ha condannato sei persone, ritenute le nuove leve del mandamento mafioso di Corleone. Tre gli assolti.

Con "Grande passo 4" scattarono le manette ai polsi di 12 persone. Nove hanno scelto l'abbreviato. Adesso il giudiceha assolto: Vincenzo Pellitteri, Francesco Geraci (51 anni) e Francesco Geraci (46 anni). I condannati sono: Carmelo Gariffo (14 anni) nipote prediletto del boss Bernardo Provenzano, Bernardo Saporito (8 anni e 8 mesi), Antonino Di Marco (6 anni), Leoluca Lo Bue (10 anni), Pietro Paolo Masaracchia (9 anni e 8 mesi), Vito Flippello (8 anni). Rispondevano a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e danneggiamento.

Con il blitz del 2016 gli inquirenti hanno ricostruito gli assetti di vertice e i rapporti con gli esponenti dei clan vicini. Determinante ai fini dell'operazione la scelta di alcuni imprenditori di denunciare le richieste di pizzo. Nove gli episodi estorsivi di cui gli arrestati si sarebbero resi protagonisti. L'obiettivo era reperire soldi per riempire le casse degli associati della famiglia, ma anche affermarsi come organizzazione sul territorio.

Pietro Vaccaro, Vincenzo Coscino e Francesco Paolo Scianni hanno scelto il rito ordinario e il processo si volge davanti ai giudici di Termini Imerese. Tra le parti civili il centro Pio La Torre (avvocato Francesco Cutraro), i Comuni di Corleone e Palazzo Adriano (avvocato Ettore Barcellona), il Comune di Chiusa Sclafani (avvocato Salvino Caputo), Addiopizzo (avvocato Salvatore Caradonna), Sicilindustria (avvocato Vincenzo Lo Re) e Confcommercio (avvocato Fabio Lanfranca).

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