Borsellino, il pg: "L'ex pentito Vincenzo Scarantino è stato indotto a mentire"

E' quanto ha detto il procuratore generale di Caltanissetta Lucia Brescia nel corso della requisitoria al processo Borsellino quater che si celebra davanti alla Corte d'assise d'appello di Caltanissetta

La strage di via D'Amelio

L'ex pentito Vincenzo Scarantino, uno dei principali accusatori nel primo processo per la strage di via D'Amelio, è "stato indotto a mentire". E' quanto ha detto il pg di Caltanissetta Lucia Brescia nel corso della requisitoria al processo Borsellino quater che si celebra davanti alla Corte d'assise d'appello di Caltanissetta. Il sostituto procuratore generale ha chiesto, al termine della requisitoria, la conferma della sentenza di primo grado per Scarantino accusato di calunnia. In primo grado era scattata la prescrizione del reato.

"Scarantino - ha detto Brescia - trasferito presso la casa circondariale di Pianosa, ebbe una serie di colloqui investigativi tra il 1993 e il 1994: con Mario Bo (sotto processo nel processo per depistaggio ndr), con Arnaldo La Barbera e nuovamente con Mario Bo e il 24 giugno ancora con Arnaldo La Barbera. In quest'ultima data Scarantino iniziò la propria collaborazione con l'autorità giudiziaria, confermando il falso contenuto delle dichiarazioni precedentemente rese da Candura e da Andriotta ed aggiungendo ulteriori tasselli al mosaico". E ha sottolineato che "le dichiarazioni di Vincenzo Scarantino pur essendo sicuramente inattendibili, contengono alcuni elementi di verità"."Scarantino continua a mantenere un atteggiamento ambiguo e ondivago nelle sue dichiarazioni. La sua responsabilità non può essere esclusa, essa può e deve essere tuttavia attenuata", conclude.

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