Mafia di Porta Nuova, guida u Barrichello: "La finale Juve-Real col biglietto di Barzagli"

Le intercettazioni che emergono nell'ambito dell'operazione Cupola (46 arresti). Spicca la figura di Rubens D'Agostino, boss 43enne a Cardiff per vedere la finale di Champions con un tagliando omaggio ottenuto tramite una persona vicina al giocatore. La maxi estorsione al bar Manila: 101 mila euro

Rubens D'Agostino

C'erano u pacchiuni, u Fonseca, u tignusu, u Barrichello, u bicchierino. Non è l'inizio di una barzelletta ma sono alcuni dei personaggi che dettavano legge nella malavita palermitana. Nel campionario dei soprannomi i mafiosi hanno dimostrato una fantasia senza confini. E' quello che emerge dalle intercettazioni catturate dai carabinieri nell'ambito dell'operazione Cupola che oggi ha smantellato Cosa nostra palermitana, con 46 arresti. Documentate centinaia di intercettazioni, scambi di battute, estorsioni e minacce. Comandava il più anziano, lo zio Settimo - ufficialmente gioielliere con negozio in centro - che con i suoi 80 anni era il più anziano fra i boss della mafia siciliana. Ma nelle pieghe della vicenda c'è di tutto: fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento con incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.

Tra le figure che spiccano c'è senza dubbio quella di Rubens D'Agostino, 43 anni, chiamato u Barrichello per via del nome di battesimo uguale all'ex pilota brasiliano. Per gli inquirenti era uno dei capi del clan di Porta Nuova e aveva contribuito attivamente alla gestione del mantenimento degli affiliati che si trovavano in carcere (tra i quali il precedente reggente del mandamento Paolo Calcagno); interessandosi, per assicurare il controllo delle attività economiche di Cosa nostra, pure a vicende private (come la vendita del distributore di carburanti “Esso” di Carmelo Castelli).

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D'Agostino è ritenuto responsabile - spalleggiato dai fratelli Tommaso e Gregorio Di Giovanni - dell'estorsione ai danni dei gestori del bar Manila di via Galileo Galilei, costretti a versare la somma di 101 mila euro con una tranche di 5 mila euro, elargita per evitare la chiusura. D'Agostino è considerato il materiale esecutore delle minacce e violenze.

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Viene fuori anche una conversazione intercettata dentro il carcere Pagliarelli. Un colloquio tra Paolo Calcagno - boss di Porta Nuova - e i suoi familiari. Settimo Spitaliere - deputato alla ricezione dei proventi per mantenere la famiglia di Calcagno, cui si presta con la sorella - riferisce a Paolo di aver incontrato Rubens D'Agostino, che era appena stato a Cardiff il 3 giugno 2017 per vedere la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid e che il biglietto gli era stato dato dal calciatore Andrea Barzagli tramite un'altra persona: "Ho incocciato a quello, a Barrichello, perchè si è andato a vedere la partita a Cardiff e gli ho detto: minchia i soldi li hai per andartene ... dice, no me lo ha fatto Barzagli il biglietto ... Graffagnino ...”.

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Pochi giorni dopo - il 6 giugno - viene intercettato il dialogo tra lo stesso Rubens D'Agostino ed il cugino Rosario Ajello. Il primo racconta al secondo che gli esponenti mafiosi di Porta Nuova avevano una buona considerazione di lui e di andare particolarmente d’accordo con Gaetano Leto, 37 anni, capo della famiglia mafiosa di Porta Nuova (zona Capo) e uno degli uomini arrestati oggi. Ajello chiede conferma che il “Lungo” ( Gaetano Leto) fosse il cognato di Tommaso Di Giovanni. D'Agostino risponde che Leto si occupava essenzialmente del “fammi ridere” (in gergo detenzione e traffico di sostanze stupefacenti).

La scalata del gioielliere erede di Totò u curtu

Successivamente D’Agostino ribadisce la stima in Di Giovanni, precisando di aver sempre declinato l’invito da parte di Di Giovanni ad entrare formalmente in Cosa nostra, poiché spesso questi era affiancato da persone che poi avevano deciso di collaborare con la giustizia, subendo notevoli conseguenze giudiziarie. U Barrichello raccomanda: "Ti devi spaventare di quelli che hai accanto, capisci che ti voglio dire? Perché prima sono tutti come a noi e poi si buttano e ora Rubens hai capito... facciamo... suuuca". "E  ti fai 30 anni", dice Ajello.  "Noo... 8 anni, dieci anni ... ma che minchia mi interessa?". "Minchia 10 anni là dentro, mammia mia": D'Agostino replica: "Minchia 10 anni là dentro?! .. io abituato a "tign..." ogni giorno?! ... (pausa) ... tu lo sai che io... te lo giuro sui miei figli... allora io praticamente me la sono "min..." dopo sei mesi di carcere... sei mesi senza "spruzzare" ... a parte che mi sono riposato perchè tipo... hai capito...". Confessioni hot. 

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Commenti (7)

  • Quante saponette ti attendono...

  • carcere per loro e tutti loro parenti!!

  • Questa è gente abituata a dire un sacco di fesserie anche per telefono. Ma quando si hanno prove certe e sicure non dovranno uscire più dalla galera, devono morire dentro come cantava Gianni Bella.

  • Avatar anonimo di Klauss
    Klauss

    quindi mafioso...si chiama Rubens! E va a vedere la partita dei Rubentini per antonomasia! 

    • hahahah, fantastica questa! che altro poteva tifare?

  • E meno male che a Palermo nessuno paga il Pizzo

    • Questo è quello che i boccaloni credono.

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