Di Matteo non si piega alle minacce: “Resto a Palermo per fare il mio lavoro”

Il magistrato "avvisato" da Totò Riina in un'intervista a Repubblica ha confermato di non voler lasciare la città: "Nella mia terra tanti semplici cittadini condividono un sogno di giustizia e di verità"

Nino Di Matteo alla manifestazione in via D'Amelio

“Resto a Palermo. E continuo a fare il mio lavoro”. In un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica Nino Di Matteo, il magistrato minacciato da Totò Riina e che vive da vent'anni sotto scorta, assicura che non ha nessuna voglia di cedere alla minacce. “Per il momento non ho alcuna intenzione di lasciare la mia città, so che nella mia terra tanti semplici cittadini condividono un sogno di giustizia e di verità”.

E’ grato ai carabinieri che si occupano della sua protezione. “Mi fido delle istituzioni che si stanno prendendo cura della mia sicurezza – continua – e ringrazio soprattutto i carabinieri che curano da tempo la mia scorta”. Mentre sulla proposta di alcuni giovani di istituire una scorta civica per proteggere i magistrati del pool Di Matteo afferma: “Rimango sempre colpito dalla grande voglia di partecipazione che incontro nelle scuole e nelle università: i giovani esprimono con tutta la loro passione civile la stessa voglia di verità che deve sempre animare gli sforzi della magistratura”.

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Ma è così difficile ricercare la verità in Italia? “La ricerca della verità – conclude Di Matteo - deve riguardare tutti i cittadini e tutte le istituzioni, senza distinzioni e reticenze. Questo è il più grande sostegno che si può dare ai magistrati e alle forze dell'ordine che si trovano in prima linea. Bisogna tendere tutti alla verità senza paure e infingimenti”.

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