Parla un pentito: "Nel 2000 la mafia voleva uccidere il giudice Guarnotta"

La rivelazione arriva dal collaboratore di giustizia Pietro Riggio che, tra il 2018 e il 2019, ha parlato con i magistrati della Procura di Caltanissetta che hanno depositato adesso i verbali al processo di Capaci-bis

Leonardo Guarnotta

Nel 2000 Cosa nostra voleva uccidere l'ex giudice istruttore Leonardo Guarnotta, oggi in pensione, in passato membro del pool antimafia coordinato dal giudice Antonino Caponnetto. Con Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Giuseppe Di Lello, Guarnotta ha istruito il Maxiprocesso di Palermo e per ultimo ha ricoperto l'incarico di Presidente del Tribunale. La rivelazione arriva dal collaboratore di giustizia Pietro Riggio che, tra il 2018 e il 2019, ha parlato con i magistrati della Procura di Caltanissetta che hanno depositato adesso i verbali al processo di Capaci-bis.

A parlare a Riggio del progetto omicidiario dell'ex giudice sarebbe stato un ex poliziotto, di cui il collaboratore fa anche il nome, e che avrebbe anche svolto un ruolo nella strage di Capaci. "Ricordo che venne a casa mia - racconta il pentito - siamo intorno al 2000, mi tranquillizzò dicendomi che sarei tornato in servizio che la 'nostra organizzazione' aveva bisogno di fare favori alla politica quando ve ne era la necessità. Segnatamente mi disse che era stato incarico a uccidere il giudice Guarnotta (Leonardo ndr) e che a tal fine aveva già eseguito un sopralluogo nei pressi di un 'palazzo', ritengo fosse quello dove abitava il magistrato".

Dopo la scarcerazione, l'ex poliziotto avrebbe reclutato il mafioso per fare parte di una non ben identificata struttura dei Servizi che si occupava della ricerca di latitanti.

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