"Siamo brutti e cattivi, non abbiamo diritti... revocatemi la cittadinanza": lo sfogo di Lucia Riina

In un lungo post su Facebook, la figlia del padrino contesta il mancato riconoscimento da parte del Comune di Corleone del "bonus bebè" e lo spazio che le viene dedicato dalla stampa

Lucia Riina - foto Facebook

"Tramite il nostro legale chiederemo al presidente della Repubblica la revoca della cittadinanza italiana sia per noi che per nostra figlia così sarà chiaro al mondo intero come l'Italia politica e mediatica tratta i suoi figli, perché sono brutti, sporchi e cattivi". Lo annuncia, sul proprio profilo Facebook, Lucia Riina, figlia del boss ergastolano Totò. In un lungo post, la donna contesta il mancato riconoscimento da parte del Comune di Corleone del "bonus bebè". "Lucia - scirve - non è una donna, non è mamma, non è moglie, non sorride, non ringrazia, non chiede scusa, non va in chiesa, non crede in DIo, è solo la figlia di Salvatore Riina..".

"Cari amici - scrive la figlia de padrino - come promesso siamo qui con voi a raccontarvi i fatti nostri, così tutti saremo più sereni, nessuno ruberà più, non ci saranno più omicidi, e l'Italia diventerà il grande paese che dovrebbe essere, avremo tutti un lavoro, una dignita in quanto esseri umani, ci potremo fidare l'uno dell'altro, tutti arriveremo a fine mese con il sorriso sulle labbra, ed i nostri figli avranno un futuro radioso. Fratellanza, misericordia, accoglienza, pace, legalità, uomo, donna, unione, umanità e umanesimo saranno le parole chiave della nostra nuova società, o No!!!??? Si perchè adesso Lucia racconta i c... suoi, ci voleva questo, o No!!!??? Noi non siamo cittadini italiani, non abbiamo diritto alla privacy, mia figlia in quanto minore non va tutelata, possono fare ciò che vogliono di noi, che importa Lucia è figlia di Salvatore Riina, questo basta, Lucia non dipinge, Lucia non è gentile, non è educata, Lucia non si confronta, Lucia non vive la sua vita, non è una Donna, non è mamma,non è moglie, non sorride, non ringrazia, non chiede scusa, non va in chiesa, non crede in Dio, è solo la figlia di Salvatore Riina, questo basta, o no!!!???".

Sul social network, la figlia di Riina ricostruisce tutta la vicenda relativa al bonus bebè: "Il 22 novembre 2016 (ricordate questa data), dopo circa un mese che era nata nostra figlia, avendo già ottenuto l'attestazione Isee, quindi il Bonus Renzi dall'Inps, e la Carta Servizi dalla Posta, perchè ovviamente non riusciamo a raggiungere un reddito buono, e sfidiamo chiunque a farlo nella nostra situazione, abbiamo presentato al Comune di Corlene: richiesta per assegno di maternità dei comuni, come da D.P.C.M. 452/2000; richiesta di bonus per il figlio previsto dall'art. 6. comma 5 della Legge Regionale 31 Luglio 2003, N° 10. Il Comune di Corleone per legge avrebbe dovuto rispondere ento 30 0 60 giorni. Passato questo periodo mio marito è andato in Comune a chiedere l'esito della richiesta, almeno 3 volte, l'ultima volta il funzionario incaricato gli ha detto che lo stavano facendo impazzire per questa richiesta, avevano chiesto certificati penali, antimafia e adesso aveno richiesto indagine da parte delle forze dell'ordine, chi lo stava facendo impazzire e perchè è rimasto un mistero, forse sarà chiarito nelle sedi opportune. A quel punto abbiamo capito che non ci avrebbero dato il contributo di maternità, quindi con mio marito abbiamo chiesto a un nostro legale di fiducia, di mandare una lettera al Comune, perchè ci sembrava giusto, corretto, legale che ci dessero una risposta. Dopo qualche settimana ci è stata recapitata la risposta tramite posta, che in breve diceva: avevamo sbagliato a chiedere l'assegno di maternità con quella legge,ed invece avremmo dovuto chiederlo con un'altra, ma oramai i tempi erano stati abbondantemente sorpassati, si perche la risposta del comune è arrivata il 30 maggio 2017, e nostra figlia aveva già sette mesi, peccato".

Lucia Riina si lamenta anche del risalto dato dalla stampa alla sua richiesta: "La notizia è nata...... dal nulla senza seme di uomo o di donna, dal vuoto, è nata.... è nata. Perchè??? Ci chiediamo, non ci sembra che sia una gran notizia per una nazione che ha mille, un milione di problemi, Perchè??? Perchè??? Secondo noi se lo dovrebbero chiedere in tanti e qualche organo della giustizia forse sarebbe bene che cercasse di dare una risposta, anche solo per curiosità o decenza".

Uno sfogo, ma anche la richiesta di risposte "secondo le leggi della Repubblica Italiana, secondo Costituzione. Possiamo noi, Lucia Riina e Vincenzo Bellomo essere beneficiari delle leggi Italiane? Nostra figlia in quanto cittadina Italiana, a diritto ad un pari trattamento,ed è tutelata in quanto minore? In quanto minore ha diritto alla privacy? Noi abbiamo diritto alla privacy? È giusto che un ente come il Comune di Corleone, si faccia sfuggire una 'notizia' del genere? È giusto che i giornalisti possono scrivere di noi ciò che vogliono? Anche un fatto privato, come crediamo sia questo o il battesimo (ma per quello ci sarà un'altra storia)? In definitiva, siamo anche noi cittadini Italiani? Abbiamo uguali diritti? o No!!??? Naturalmente queste ed altre domande più tecniche saranno fatte nelle sedi opportune, forse".

Secondo Lucia Riina "Non siamo uguali, non ci garantisce nessuno, politico illuminista, artista, poeta, con noi Caino si può toccare, e non c'è amnistia, si può scagliare la prima e la seconda pietra, il Vangelo cambia senso e direzione ed abbiamo addosso peccati che non abbiamo commesso, e ci dobbiamo pentire e fare ammenda pubblica per essi e non ci sono saggi, ci sono solo grandi inquisitori pubblici e pubblica gogna, e noi siamo sul rogo e stiamo bruciando, eppure ancora abbiamo il sorriso, e questo brucia più di tutto a chi proprio non ci sopporta ed abbiamo una nuova speranza dagli occhi blu come il mare, e tu cosa hai? Solo la tua rabbia, la tua malvagità, la tua ignoranza. Tramite il nostro legale chiederemo al presidente della Repubblica la revoca della cittadinanza italiana sia per noi che per nostra figlia così sarà chiaro al mondo intero come l'Italia politica e mediatica tratta i suoi figli, perché sono brutti, sporchi e cattivi".

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