Il ritorno degli "scappati", parla l'ultimo degli Inzerillo: "Ma quali guerre, la mafia non esiste"

Francesco, il fratello di Totò, il boss fatto uccidere da Riina, avrebbe incontrato più volte Settimo Mineo, l'erede del Capo dei Capi: "Palermo si è molto impoverita, era meglio quando stavo in America". Ecco l'intervista che gli ha fatto Klaus Davi

Francesco Inzerillo

Un cognome pesante nel firmamento della mafia palermitana: Inzerillo. Un cognome che è ritornato a galla nell'ambito dell'ultima operazione, Cupola 2.0, che ha smantellato i clan con una valanga di arresti. E Francesco Inzerillo, appartenente alla nota famiglia di mafia italo-americana, ha rilasciato una dichiarazione a Klaus Davi realizzata per "Fatti e Misfatti i fuorilegge" trasmissione condotta da Paolo Liguori sul canale 51 di Mediaset. "Ma quali guerre - ha detto - ma quale Cosa Nostra? Non so di cosa parla. Sì, sono tornato dagli Stati Uniti dove si stava meglio che in Italia però non ne vorrei parlare".

L'intervista al boss Francesco Inzerillo

Gli Inzerillo sono tra le famiglie più note tra quelle cosidette "scappate" della guerra di mafia degli anni Ottanta. Per sfuggire ai corleonesi in tanti - come loro - si rifugiarono negli Stati Uniti, dove hanno fatto fortuna. Ma tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila i sopravvissuti cominciarono a rientrare. Per primi gli Inzerillo. 

"Palermo si è molto impoverita, sono tornato non per i motivi che dice lei ma perché la mia famiglia è qua - ha aggiunto lui -. Tutto quello che dicono è fantascienza". Inzerillo ammette di "avere un cognome importante" e aggiunge "penso di pagare un prezzo per questo ma le accuse che mi sono state rivolte sono ingiuste. Su di me non esiste neanche una intercettazione".

"Gli Inzerillo hanno avuto i morti – diceva il boss Nino Rotolo – ma hanno tutti i soldi". Soldi che non gli sono stati mai sequestrati. Soldi che hanno moltiplicato con gli affari fatti negli Stati Uniti, dove sono stati in esilio. A Passo di Rigano, il feudo degli Inzerillo, sono stati documentati strani movimenti.

L’ultima indagine sulla nuova Cupola di Cosa nostra, ricorda Klaus Davi, ha svelato gli incontri fra l’erede di Riina, Settimo Mineo, con il boss Francesco Inzerillo, il fratello di Salvatore, uno dei mafiosi più autorevoli di Palermo, fatto uccidere proprio da Riina l'11 maggio del 1981. Mineo - riconosciuto dai mafiosi come l'erede di Riina - infatti si dava un gran da fare per tessere alleanze. Camminava parecchio a piedi, andava lui stesso a visitare i suoi interlocutori, per evitare il rischio di essere intercettato. I carabinieri l’hanno sorpreso anche con gli Inzerillo. Mineo è andato quattro volte al negozio "Karton Plastik" di via Castellana 81, intestato ufficialmente alla moglie di Inzerillo.

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Commenti (14)

  • Avatar anonimo di Coriolano Della Floresta
    Coriolano Della Floresta

    Vedo commenti da vomito gente che sa solo additare, e dire quello che nemmeno conosce. Comunque lo capisco dietro questo anonimato si può.  

    • Concordo in pieno! Ormai è il popolo che fa i processi.

    • Proprio come sta facendo Lei.

  • Le idee in libertà che circolano su Internet saranno la tomba della mafia e di tutti quei mer.. di mafiosi inutili, pidocchiosi, ignoranti e bestie rognose.

  • Sequestrategli pure le mutande.

  • Se si continua a dare voce a questi orrendi personaggi si offende la memoria di tutte le vittime di mafia. Sembra che il loro sacrificio sia servito a poco. Non pubblicate il pensiero dei mafiosi o dei loro familiari.

    • Aggiungo non pubblicate neanche il pensiero di magistrati,politici, forze dell'ordine che si ritengono autori della trattativa Stato-mafia e delle stragi, loro neanche sono degni di commentare.

  • il sole sorge ogni giorno, per ricordarci che la mafia fa schifo!

  • Avatar anonimo di Pietro 2
    Pietro 2

    Io l'ho sempre detto che kla mafia non esiste, così come la terra è piatta, gli americani non sono mai stati sulla luna e l'olocausto è un'invenzione. Dimenticavo, anche Riina e Provenzano e tutti gli altri erano e sono dei galantuomini. 

  • i tempi sono cambiati e gli inserirlo non sono graditi nel nostro territorio.Spero se ne vadano tutti più lontano possibile.

  • Avatar anonimo di Agel acus
    Agel acus

    Nienti fu!! Guerra di mafia? A mafia? TUTTE INVENZIONI DEI GIORNALI!! Io pago per i cognome che porto!! HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

  • Avatar anonimo di Mauro
    Mauro

    è tornato dall'America perché li doveva lavorare ogni giorno, è tornato solo perché (penso io ) si credono ancora di fare i capuzzelli rompendo le p..e agli onesti palermitani.

    • Ma non dica fesserie, per carità, stia tranquillo che il sig.Inzerillo a l'Ameriga non doveva "lavorare ogni giorno" nel senso che lei intende, perché gli inzerillo sono storicamente aristocrazia mafiosa pure da quelle parti. E quando se ne scapparono perseguitati dai corleonesi andarono a svolgere li le attività illecite cui si dedicavano pure nella natia Sicilia. Compreso "rompere le pa..e" agli onesti americani. A l'ameriga la mafia, senza 41bis e procure e legislazioni antimafia, se la passa meglio che in Italia. Discorso simile per tutte le altre criminalità organizzate ivi esistenti. L'America non è il paese di bengodi e della legalità

  • che uomo inutile

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