"Il traditore": un film su Masino Buscetta, l'uomo che svelò i segreti della mafia

A dare l'annuncio è stato il regista Marco Bellocchio. La sceneggiatura è finita, a febbraio l’inizio delle riprese in Brasile. Poi Miami, Roma, Palermo

Masino Buscetta sbarca al cinema. A dare l'annuncio è stato Marco Bellocchio. La sceneggiatura è finita, a febbraio l’inizio delle riprese in Brasile. Poi Miami, Roma, Palermo. Il regista ha spiegato il suo progetto in una intervista al Corriere della Sera, dopo che già un anno fa aveva annunciato l'idea, abbozzando anche il titolo della pellicola ("Il traditore"). “Bellocchio prepara un film sul pentito che ha dovuto cambiare faccia per scampare ai Corleonesi e ha rinnegato il patto d’omertà aiutando le indagini di Falcone e Borsellino”, spiega l’articolo già nel sommario, riassumendo le intenzioni del regista. "Avrei bisogno di un Marlon Brando versione Padrino… Sarebbe l’interprete ideale di un personaggio complesso qual è Tommaso Buscetta, il mafioso pentito, il boss dei due mondi. Devo trovare un volto vissuto, capace di avere il carisma della leggenda".

Buscetta è stato il primo grande pentito della mafia siciliana. Le sue dichiarazioni all'epoca consentirono di svelare per la prima volta i meccanismi di Cosa nostra così come si era strutturata dopo la sanguinosa guerra tra cosche che, a cavallo tra gli anni '70 e '80, aveva visto i Corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano prevalere sui "vecchi" boss palermitani comandati da Stefano Bontade. Le intenzioni di Bellocchio sono ambiziose. "Devo trovare un volto vissuto, capace di passare dai 50 ai 70 anni, di avere il carisma della leggenda. Deve saper parlare portoghese, inglese, italiano, siciliano - dice il regista al Corriere -. E deve essere un attore bravissimo". Ricerca lunga, ormai ristretta a due, tre nomi. "Ma la scelta definitiva ancora non c’è…".

Il film uscirà nel 2018, a 90 anni dalla nascita di Masino Buscetta. Il boss dei due mondi, morto nel 2000 a New York - a detta di Bellocchio "faceva parte di una vecchia mafia con un codice d’onore: non si uccidevano donne, bambini, giudici… I Corleonesi spazzano via ogni regola e lui non si riconosce. Allora gli uccidono due figli, un fratello, quattro nipoti...". Buscetta è stato il primo collaboratore a rivelare a Giovanni Falcone l'esistenza della "cupola" mafiosa. E proprio a lui si deve il primo racconto completo e credibile sui meccanismi e i capi della nuova mafia, quella che si era arricchita con i traffici di droga fino a diventare antistato e tessere connivenze politiche. Memorabile l'intervista concessa ad Enzo Biagi che l'aveva intervistato nel 1988. La ricorda anche Bellocchio: "Io sono d’accordo con Enzo Biagi - ha ammesso il regista al Corriere -. Non so se Buscetta ha detto tutta la verità, ma quello che ha detto è la verità".

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