Mezzojuso, Consiglio dei ministri scioglie il Comune per mafia

Dopo il caso delle sorelle Napoli, Salvini aveva inviato gli ispettori. "Accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali". Decadono il sindaco Giardina e la sua Giunta

IL Municipio di Mezzojuso

Sciolto per mafia per 18 mesi il Comune di Mezzojuso. A deciderlo, su proposta del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, il Consiglio dei ministri che ha "accertato condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali". L'amministrazione dell'ente è stata affidata a una Commissione di gestione straordinaria. Decadono quindi il sindaco Salvatore Giardina e la sua giunta. 

Il Comune era da tempo sotto la lente del Viminale. Dopo il caso delle intimidazioni alle sorelle Napoli, lo scorso giugno il prefetto Antonella De Miro - su delega dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini - aveva disposto l'accesso ispettivo per "verificare la condizionabilità dell'ente locale da parte della criminalità organizzata".

"Ho appreso dagli organi di stampa - commenta il primo cittadino - della decisione del Consiglio dei Ministri di scioglimento del comune di Mezzojuso per il concreto rischio di infiltrazioni mafiose. Mi riservo di conoscere i contenuti della relazione e le motivazioni che hanno portato a una tale decisione e valutare successivamente il da farsi. Voglio rassicurare i cittadini di Mezzojuso perché restino fiduciosi nelle istituzioni, sicuro che il nostro ordinamento legislativo garantisce strumenti e rimedi adeguati a far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune".

"Siamo soddisfatte della decisione del Consiglio dei ministri che costituisce un ulteriore riscontro su quanto noi abbiamo già denunciato e quanto noi abbiamo subito e che continuiamo ancora a subire", dice Irene Napoli, che con le sorelle Ina e Anna in questi anni ha denunciato di aver subito intimidazioni e atti vandalici da parte della mafia che vorrebbe accaparrarsi le loro terre. Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Giletti, che a Non è l’Arena su La7, più volte si è occupato del caso: “In una giornata così vince lo Stato, vince il prefetto che in autonomia ha preso questa decisione. Noi abbiamo acceso la luce, i fari su questa vicenda, non abbiamo abbandonato tre donne che erano sole. Sono contento perché vuol dire che quello che abbiamo intuito aveva basi molto profonde”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Insospettabile palermitana si prostituiva: la vicenda finisce a processo

  • Tony Colombo e la camorra, nervi tesi da Giletti: lui minaccia di lasciare lo studio

  • La mafia palermitana del dopo Riina: "Comandano i boss anziani, mettono tutti d'accordo"

  • I "tre coni" del Gambero Rosso a Cappadonia: suo il gelato più buono della Sicilia

  • Documenti falsi e truffa sulle protesi, bufera all'ospedale Civico: arrestato primario

  • Finanzieri in una palestra di Cefalù, sequestrate attrezzature per il fitness: "Erano contraffatte"

Torna su
PalermoToday è in caricamento