Mafia, alla sbarra il clan di Carini: condannati gli eredi del boss Pipitone

Finiti in manette nel 2014 nel corso dell'operazione "Destino". Una perizia medica ha giudicato "incapace" l'anziano che, a 74 anni, è uscito dal processo. Condanne da 7 a 2 anni per cinque suoi familiari

Operazione "Destino" - le intercettazioni

Cinque condanne per i boss di Carini. Si è chiuso così il processo, davanti alla terza sezione del Tribunale, nato dall'operazione "Destino" portata a termine nel 2014 dai carabinieri. In manette presunti affiliati dei clan mafiosi di Carini e in particolare i parenti dell'anziano boss Angelo Antonino Pipitone, che era capomafia di Torretta, anche se originario di Carini.

Una perizia medica ha giudicato "incapace" Pipitone che, a 74 anni, è quindi uscito dal processo. La pena più alta è stata invece inflitta a Benedetto Pipitone che era accusato di estorsione, incendio, detenzione e porto illegale di armi: condannato a 7 anni. Quattro anni e 7 mesi per Epifania Pipitone (figlia di Angelo Antonino) accusata di estorsione, trasferimento fraudolento di valori; 3 anni e 3 mesi per Graziella Pipitone accusata di trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento; 3 anni per Angela Conigliaro accusata di trasferimento fraudolento di valori; e 2 anni per Franca Pellerito per favoreggiamento.

Le indagini erano state avviate la notte di Capodanno del 2013, dopo l'incendio doloso di una stalla nelle campagne di Carini e l'uccisione di due cavalli e un suino. Gli investigatori individuarono come l'autore del gesto Benedetto Pipitone, ma il mandante era il suocero-boss, che all'epoca dei fatti era in carcere per estorsione e associazione per delinquere di stampo mafioso. L'intimidazione mirava a indurre il proprietario di una stalla, a vendere la propria quota. Nel corso dell'attività investigativa, inoltre, i carabinieri erano anche riusciti a ricostruire "una fitta rete di prestanome, grazie ai quali l'anziano boss, pur trovandosi recluso dal gennaio 2007, riusciva a gestire e ad accrescere un immenso patrimonio occulto, fatto di ville, terreni, fabbricati industriali e società".

Il tribunale ha dichiarato la prescrizione per Vincenzo Caruso accusato di trasferimento fraudolento di valori. Caruso è assistito dall'avvocato Jimmy D'Azzò. Disposti risarcimenti (da calcolare però in sede civile) per il centro Pio La Torre, rappresentato dagli avvocati Ettore Barcellona e Francesco Cutraro, e per le vittime delle estorsioni assistite dall'avvocato Cinzia Pecoraro.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (3)

  • Mi chiedo. Ma lo stato, la società, cosa ci guadagna da questi individui a tenerli in vita????

  • parassiti

  • Il termine "incapace" dovrebbe essere riscritto al plurale.

Notizie di oggi

  • Politica

    Il Comune non ha soldi per la Rap, niente stipendi: si rischia un Natale tra i rifiuti

  • Incidenti stradali

    Incidente in via Montepellegrino, travolto da un'auto mentre attraversa: grave un uomo

  • Video

    Fiori e lettere sotto i portici per il clochard morto: "Ciao Aldo, amico di tutti" | VIDEO

  • Cronaca

    Zisa, cade nel pozzo luce mentre sistema le tende: grave una donna

I più letti della settimana

  • Il racconto di un palermitano: "Ero con Fabrizio Corona, ecco come ci hanno aggredito nel bosco della droga"

  • Ex militare ucciso nel sonno da moglie e figli, "Accoltellato con lame da macellai"

  • Omicidio in via Falsomiele, uccide il marito a coltellate e poi chiama il 118: "Venite subito"

  • Dopo le coltellate mortali la telefonata ai figli più piccoli: "Ho ucciso papà"

  • Neonata trovata morta nella culla, lacrime e disperazione alla Guadagna

  • Donna muore dopo il parto, familiari autorizzano la donazione degli organi

Torna su
PalermoToday è in caricamento