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Cinisi, fuochi d'artificio per i cent'anni del boss: polemica nel paese di Impastato

Procopio Di Maggio ha festeggiato il compleanno in un ristorante con parenti e amici, poi lo spettacolo pirotecnico. Le immagini della serata sul web. L'ira del sindaco Palazzolo: "E' stato sanzionato e denunciato. Ma Cinisi non è un paese mafioso"

Procopio Di Maggio dietro alla torta - foto Facebook

Una festa in un locale con parenti e amici con tanto di giochi pirotecnici per festeggiare i suoi 100 anni. Procopio Di Maggio, probabilmente il mafioso più longevo al mondo, lo scorso 6 gennaio ha deciso di organizzare uno spettacolo in grande stile a Cinisi. Che non è passato inosservato e ha sollevato un polverone di polemiche nel paese che ha dato i natali a Peppino Impastato.

Il sindaco Giangiacomo Palazzolo è imbufalito. "Oggi Di Maggio è innocuo - ha dichiarato a Repubblica - ma questa è una vicenda che mi dà fastidio". E al Gr3 RadioRai afferma: "C'era anche un'ordinanza che proibiva di fare giochi di fuoco. Quindi il mafioso Di Maggio che è uomo dei record negativi ne ha un altro quello di aver compiuto un reato a cento anni. E' stato sanzionato amministrativamente e denunciato per inosservanza di un atto amministrativo. Il paese non è mafioso, lui ha festeggiato con alcuni parenti in un ristorante 35-40 persone per i fatti suoi".

"Ognuno ha diritto di festeggiare il compleanno - dice Giovanni Impastato, fratello di Peppino, a PalermoToday: - e su questo non c'è dubbio, ma sarebbe stato meglio se Procopio di Maggio avesse scelto un modo più sobrio. I fuochi d'artificio e le foto su Facebook non fanno altro che bloccare la crescita del paese scatenando un effetto emulazione, soprattutto nei giovani che non hanno ricevuto un'educazione alla legalità. Noi, come Casa Memoria ce la stiamo mettendo tutta per fare la nostra parte e contribuire a sviluppare una cultura anti-mafia ma, purtroppo - conclude - la cultura dominante a Cinisi rimane ancora mafiosa".

Su Facebook le foto della festa. Di Maggio alza in alto il calice e i suoi "fan" scrivono: "Altri cento di questi anni". Di Maggio ha un figlio all'ergastolo mentre un altro è stato ucciso nel settembre 2000 e ritrovato in mare: era stato messo in un sacco di plastica e gettato sui fondali marini. Poi è ritornato a galla e ritrovato nelle acque di Cefalù.

Un boss sui generis Di Maggio, uno dei pochissimi della vecchia guardia e forse l'unico della cupola mafiosa siciliana che ha rilasciato interviste. Al cronista de L'Unità che andò a trovarlo nella sua casa, che si apre sulla strada in un vicolo del comune, nell'agosto 1996, disse: "La mafia per me non esiste. Non ho mai sentito parlare di Cosa nostra se non dai giornali e dalla tv. Certo i morti in questi anni ci sono stati a Palermo e qualcosa per spiegarli ci dev'essere, ma di mafia non ho sentito parlare. E poi i pentiti: sono vigliacchi di personalità. Io devo pentirmi solo della fame che ho".

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Commenti (1)

  • tanti auguri ed altri cento di questi anni

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