Buttafuori dei boss nei pub: tra gli arrestati anche un sopravvissuto di Casteldaccia

Tra le persone finite in carcere nell'ambito dell'operazione Octopus c'è Emanuele Rughoo, che nella tragedia dello scorso 3 novembre perse la moglie e il figlio. Dalle indagini è emerso che avrebbe imposto al Cafè Verdone la somministrazione di alimenti e bevande a titolo gratuito. Nel 2018 si candidò a consigliere

Quasi un anno fa era riuscito a evitare la morte nella tragica notte di Casteldaccia. Oggi è finito in manette. C'è anche uno dei sopravvissuti dell'alluvione dello scorso 3 novembre tra gli 11 arrestati oggi dai carabinieri nell'ambito dell'operazione Octopus con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Buttafuori di Cosa nostra nei locali di Palermo e provincia: eccolo il nuovo business scoperto dagli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Palermo. E tra le persone finite in carcere oggi c'è anche Emanuele Rughoo, che nella tragedia di Casteldaccia perse la moglie e il figlio più piccolo. Quella tragedia costò la vita in tutto a nove persone che furono travolte dal fango mentre si trovavano in una villetta abusiva.

Emanuele Rughoo nel 2018 si era candidato alle ultime elezioni amministrative a Bagheria come consigliere comunale nella lista Filippo Tripoli sindaco. Dalle indagini è emerso che il 43enne, insieme a Gaspare Ribaudo, Emanuele Cannata, Francesco Fazio e Giordano Mario, tutti finiti oggi in manette, avrebbe imposto al Cafè Verdone la somministrazione di alimenti e bevande a titolo gratuito. In particolare, spiegano gli investigatori, organizzando disordini e risse nel locale.

La mafia imponeva i buttafuori: 11 arresti

Il 18 novembre 2018, pochi giorni dopo il grave lutto che lo aveva colpito, non sapendo di essere intercettato, minacciava il titolare del locale. "Siete fortunati ad essere nelle grazie di Gaspare, mentre Ribaudo aggiungeva: "No che poi questa sera c'è il rischio che qualche madre deve piangere un figlio… io me ne sto andando, di quello che succede dopo io non voglio sapere niente e non sono responsabile di quello che fanno gli altri".

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Il 28 dicembre Rughoo si allontana dal locale senza pagare la consumazione, un comportamento abituale per il gruppo. "Siamo tutti una famiglia. Che fa non ti ricordi con chi sono venuto qui a mangiare qualche mese fa e me ne sono andato senza pagare - dice Cannata al proprietario del locale -? Io le risse le faccio quando voglio! qua sono tutte cose mie... il locale è mio!". Minacce a cui seguì l'aggressione del gestore del locale, costretto a ricorrere alle cure dei medici. "Tu lo sai che sei morto! Domani veniamo con i grossi!".

I nomi degli arrestati

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