Noce, si rifiuta di pagare il pizzo Pestato a martellate: 8 arresti

Il blitz della polizia ha fatto luce sulla brutale aggressione di un commerciante del quartiere risalente allo scorso 2 novembre. L'uomo, "colpevole" di non aver richiesto alcuna autorizzazione, è stato massacrato di botte in piazza

Una scena del pestaggio del commerciante

Il più classico dei tentativi di riscuotere il pizzo, al cui rifiuto sono seguite botte da orbi con martello, calci e pugni. La polizia ha arrestato nella notte otto persone nel quartiere Noce, ritenute a vario titolo responsabili dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi. Gli arrestati (LEGGI I NOMI), fra cui c'è anche un minore, avrebbero punito fisicamente e con grande violenza un nuovo negoziante, colpevole di non aver pagato le "dovute" autorizzazioni ed il pizzo a chi controlla il quartiere (GUARDA IL VIDEO DEGLI ARRESTI).

Le indagini della Squadra mobile della polizia hanno permesso di ricostruire le varie dinamiche. Il commerciante fu pestato a sangue ed in pubblica piazza lo scorso 2 novembre perché si era rifiutato di chiedere l'autorizzazione e di pagare la tassa del racket. Anzi, dopo aver trovato la mediazione di un conoscente che gli era riuscito a fare scontare la somma da versare e dopo aver detto nuovamente "no", l'uomo è stato aggredito a calci e pugni (GUARDA IL VIDEO DELL'AGGRESSIONE). "Sei uno sbirro", gli avrebbe detto un ragazzo di 18 e da lì si sarebbe scatenata la furia degli uomini, oggi finiti in manette.

TRE MILA EURO - Questo è l'importo che il commerciante avrebbe dovuto versare per potere lavorare tranquillamente, senza che nessuno gli mettesse i bastoni fra le ruote. A finire sotto la raffica di pugni anche il fidanzato della figlia del commerciante, che si era scagliato contro gli aggressori per difenderlo. Per lui una grave ferita all'occhio ed una frattura al cranio. Il negoziante coraggioso, invece, ha riportato alcune ferite all'occhio ed alla testa, oltre alla frattura del setto nasale.

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Gli otto arrestati, simbolo del successo dell'operazione denominata Agrìon, sono accusati anche di tentato omicidio. Il nuovo capo della cosca della Noce, la cui scalata è stata garantita dai duri colpi assestati dalle forze dell'ordine degli ultimi tempi, si presentò nel negozio dove trovò il titolare più fermo che mai nelle proprie convinzioni. Infatti, dopo il rifiuto e le minacce di denuncia, il boss contestò al commerciante l'andazzo della conversazione. E dopo essere uscito dal negozio, meditando vendetta, ordinò il pestaggio del negoziante della Noce pochi giorni dopo.

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