"Imprenditore amico dei boss": i beni di Vernengo passano definitivamente allo Stato

Il provvedimento di confisca è stato messo a segno dalla polizia. Si tratta di un patrimonio dal valore di oltre un milione di euro che comprende anche un appartamento al Cep e una quota sociale di un distributore di viale dell’Olimpo, oltre a diversi saldi attivi di conti correnti bancari

L'operazione della polizia

Passano definitivamente allo Stato i beni, dal valore complessivo di un milione e 150 mila euro, riconducibili ad Antonino Vernengo, palermitano di 61 anni. Il provvedimento di confisca è stato messo a segno dalla polizia dopo la decisione del Tribunale di Palermo su proposta del Procuratore della Repubblica, sulla base degli esiti delle indagini patrimoniali condotte nel 2015 dall'ufficio Misure di prevenzione patrimoniali della divisione anticrimine della Questura di Palermo. Con un provvedimento risalente a oltre tre anni fa il Tribunale aveva già disposto il sequestro dei beni oggetto della confisca di oggi.

Questi i beni "recuperati" adesso: un appartamento a Palermo in passaggio Giacomo Macrì, al Cep, il compendio aziendale dell'impresa individuale "Parking Bersagliere” nella stessa via, una quota sociale di un distributore di viale dell’Olimpo, nonché diversi saldi attivi di conti correnti bancari.

"Antonino Vernengo - spiegano dalla polizia - è ritenuto un personaggio vicino ad alcuni elementi di spicco di Cosa nostra, in particolare alle famiglie mafiose di Cruillas e della Noce, come già emerso nel corso del procedimento con il quale nel 2014 era stata applicata nei suoi confronti Ia misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per due anni e la confisca di un'attivita economica, di beni immobili, beni mobili e rapporti bancari".

Il procedimento penale a carico di Vernengo, nonostante si sia concluso con la sentenza di assoluzione dal reato di intestazione fittizia di beni aggravato dal metodo mafioso "non ha comunque precluso l'avvio nei suoi confronti di un procedimento per l'applicazione di misure di prevenzione, in quanto personaggio ritenuto socialmente pericoloso - dicono dalla polizia -. Le indagini hanno permesso di mettere in evidenza una notevole sproporzione economica tra i redditi leciti dichiarati e gli investimenti patrimoniali effettuati, a conferma dell’evidente impiego di risorse finanziarie di illecita provenienza".

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