Mafia, sequestri per 3 imprenditori: sigilli anche al Cotton Club

Nel mirino della guardia di finanza imprese, attività commerciali ed immobili per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Gli imprenditori sono accusati di mafia. Tra le attività sequestrate c'è pure il pub Felix di piazza Nascè

Un ingente patrimonio, costituito da imprese, attività commerciali ed immobili, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro, è stato sequestrato dalla guardia di finanza in esecuzione di tre distinti provvedimenti emessi dalla sezione Misure di Prevenzione del tribunale, a carico di altrettante persone. Tra questi ci sono famosi ristoranti come il Cotton Club di piazza Politeama, ma anche pub come il Felix di piazza Nascè oppure sale scommesse e panifici. 

Il primo sequestro ha riguardato un costruttore palermitano di 50 anni, Giuseppe Provenzano, già oggetto di fermo nel 2009 per essere stato indicato da diversi collaboratori di giustizia quale elemento di rilievo della famiglia di Tommaso Natale e del mandamento di San Lorenzo. Condannato nel maggio 2012 in appello alla pena di dodici anni di reclusione per associazione mafiosa, è stato poi raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sempre nel maggio 2012, in relazione ai reati di intestazione fittizia di beni, in quanto avrebbe gestito affari ed imprese nell’interesse dei boss Lo Piccolo, ottenendo in cambio, grazie agli appoggi dell’organizzazione mafiosa, l’aggiudicazione di sub-appalti e lavori edili nella provincia di Palermo. Nei suoi confronti sono stati ora sequestrati: Idrotermica dei Colli con sede in via San Lorenzo; Paledil snc con sede in via Agesia da Siracusa; Pane & co di Girolamo Provenzano con sede in via San Lorenzo; i centri scommesse Planet win365, My Bet e Planet Win di via Piazza Rossi e via Lorenzo Landolino. Ed ancora appartamenti e garage in via San Lorenzo. Il tutto per un valore vicino al milione e mezzo di euro.

Il secondo provvedimento eseguito ha riguardato invece due imprenditori palermitani, Carmelo Vinci di 48 anni e Daniele Vinci di 27. Carmelo Vinci già sottoposto nel 2011 alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale e condannato, nell’ottobre 2010 ad un anno di reclusione per tentata estorsione aggravata, violenza e minacce e poi nel novembre 2011 a 13 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerose rapine. In questo caso i sigilli sono scattati per il Cotton Club ristorante in piazza Politeama e al pub Felix di piazza Nascè. Sequestrati anche due immobili. Le risultanze investigative hanno infatti evidenziato forti discordanze tra i beni posseduti dal nucleo familiare del soggetto e le loro fonti di reddito ufficiali.

Il terzo provvedimento di sequestro ha riguardato un imprenditore edile di 64 anni originario di Carini, Salvatore Cataldo, ritenuto contiguo alla omonima famiglia mafiosa, per la quale si sarebbe adoperato per la riscossione del pizzo, circostanza confermata anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Nel dicembre 2010 è stato tratto in arresto in quanto ritenuto responsabile anche dell’occultamento aggravato di un cadavere, rinvenuto all’interno di un fondo di sua proprietà. Con sentenza emessa il 15 giugno dal gup del tribunale di Palermo è stato poi condannato ad anni 10 di reclusione per associazione di tipo mafioso. Il sequestro nei suoi confronti ha riguardato uno stabilimento industriale del valore di circa 500 mila euro a Carini.

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