Le scommesse della mafia, 16 condanne in abbreviato: sedici anni al boss Nania

Il processo trae spunto dall'operazione "Game over": l’indagine ha coinvolto anche Benedetto Bacchi, che grazie all'aiuto di Cosa nostra avrebbe messo in piedi un impero economico puntando alle scommesse. Cinque gli assolti, l’imprenditore ha scelto il rito ordinario

La mafia e il business delle scommesse, dopo l'inchiesta arrivano le condanne per alcuni dei coinvolti nell'inchiesta "Game Over". Il gup Maria Cristina Sala ha condannato, in abbreviato, a pene comprese tra 10 mesi e 16 anni di carcere sedici persone. Erano imputati, a vario titolo, di mafia, estorsione, riciclaggio, traffico di droga e concorso in associazione mafiosa. La pena più alta è stata inflitta al boss Francesco Nania.

L’indagine coinvolse anche Benedetto Bacchi, di Partinico che - secondo l'accusa - grazie a Cosa nostra, avrebbe messo in piedi un impero economico proprio puntando alle scommesse. Titolare del marchio "B2875" con sede legale a Malta avrebbe scalato il potere grazie all'appoggio dei boss. Il suo maggiore sponsor sarebbe stato Francesco Nania. Da Partinico si sarebbe spostato con le sue agenzie a Palermo, trovando terreno fertile fra le famiglie mafiose palermitane che facevano a gara per entrare in affari con lui. Non solo scommesse sportive on line, anche siti di casinò gestiti da società con sede all'estero. Oltre 700 agenzie, irregolari e sprovviste di concessioni, in tutta Italia. Oltre 40 solo in Sicilia dove, partendo dal nulla, Bacchi era diventato monopolista del settore. La parte degli incassi da girare alla mafia variava tra 300 e 800 mila euro all'anno. L’imprenditore però è sotto processo in ordinario e la sua posizione è stata stralciata.

L’inchiesta è stata coordinata dalla pm della Dda Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia.

I condannati: Alessandro Acqua 2 anni, Marco Cannatella 1 anno e 10 mesi, Ferdinando Chifari 10 mesi, Marco Corso un anno e 4 mesi, Vincenzo Corso un anno e 4 mesi, Salvatore De Simone, 2 anni e 8 mesi, Davide Di Benedetto un anno e 4 mesi, Giuseppe Gambino 3 anni e 4 mesi, Antonio Lo Baido 12 anni, Giuseppe Lo Bianco 2 anni, 2 mesi e 20 giorni, Antonio Mollisi un anno e 4 mesi, Francesco Nania 16 anni, Gerardo Antonio Orvieto Guagliardo 8 anni e 6 mesi, Antonino Pizzo 13 anni, Benedetto Sgroi 12 anni e 2 mesi e Devis Zangara 4 anni.

Cinque gli assolti: Alfredo Cannone, Carmelo Garruzzo, Antonino Vincenzo Lo Piccolo (difeso dall'avvocato Rosa Garofalo), Giampiero Rappa e Sebastiano Vinciguerra.
 

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