Il maestro della loggia massonica palermitana dà l'ok: medico precario ottiene contratto

E' quanto emerge nell'inchiesta "Halycon" che ha portato a sette arresti negli scorsi giorni. Al centro di questa vicenda c'è il funzionario della Regione siciliana, Lucio Lutri. Il gip ha convalidato il suo fermo. L'accordo coi mafiosi per fare assumere una professionista loro amica all'ospedale

Mafia e massoneria mobilitate per fare assumere un giovane medico. E' quanto ha accertato, fra le altre cose, l'inchiesta "Halycon" che ha portato a sette arresti negli scorsi giorni, svelando anche gli intrecci con le logge segrete. Al centro di questa vicenda c'è il funzionario della Regione siciliana, Lucio Lutri, "gran maestro venerabile" di una potente loggia massonica palermitana, del farmacista Angelo Lauria e dell'imprenditore Giovanni Mugnos.

Interrogato dal gip di Palermo, Maria Cristina Sala, Lucio Lutri ha deciso di rispondere solo in parte. Ha prima fornito qualche risposta ma quando gli è stato chiesto dei “contatti” con magistrati o funzionari della Dia ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il funzionario del dipartimento regionale all’Energia che è stato maestro venerabile della loggia “Pensiero e azione” di Palermo secondo i pm “ha sistematicamente messo a disposizione della consorteria mafiosa la privilegiata rete di rapporti intrattenuti con altri massoni professionisti ed esponenti delle istituzioni”.

Il gip di Palermo ha convalidato il suo fermo. Lutri è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ed è difeso dall’avvocato Salvino Pantuso. Nel corso delle perquisizioni eseguite nell’abitazione e nell’ufficio regionale sono stati sequestrati documenti e hard disk contenenti listi di nomi - “diverse centinaia” - su cui ora si concentrano le attività di indagine. 

"Nel corso dell’attività investigativa - scrivono i pm Geri Ferrara e Claudio Camilleri nel provvedimento di fermo - emergeva che Lucio Lutri si adoperava con successo, sempre tramite i suoi contatti massonici, su richiesta di Mugnos e Angelo Lauria, affinchè venisse rinnovato il contratto a tempo determinato presso l’ospedale Papardo di Messina alla dottoressa T.L., fidanzata di tale Calogero Carmina, figlio di Luigi Carmina".

Gli inquirenti aggiungono: "Onde meglio cogliere la rilevanza dell’interessamento richiesto a Lutri al riguardo, occorre considerare che Luigi Carmina risulta avere effettuato, per il tramite di Mugnos, numerosi incontri riservati con il capomafia Giovanni Lauria ed al suo riguardo lo stesso Mugnos, nel corso di un colloquio avente ad oggetto interamente questioni di natura chiaramente mafiosa, rilasciava dei commenti sintomatici della sua affidabilità, definendolo come uno che “viene da quella scuola ma ora è spaventato e sono tutti fermi... ora tutti fermi sono ... quella scuola non cammina più..Giò... quella scuola”.

Così il presidente della commissione Antimafia dell'Ars Claudio Fava: "La procura di Palermo dice che Lutri era 'a disposizione', la nostra sensazione è che non fosse l'unico a mettersi a disposizione. Questa indagine ci svela che ci sono molti ambiti istituzionali coinvolti". L'Antimafia, subito dopo i fermi, ha ascoltato il dirigente generale del dipartimento Energia, Salvatore D'Urso. "L'ingegnere D'Urso - ha detto poi Fava - ci ha raccontato che, nel momento in cui sono state trovate le carte che raccontavano l'ascesa di un suo funzionario, ha ritenuto di chiedere a tutti i suoi dipendenti se facessero parte di logge massoniche. Hanno risposto tutti, tranne i dirigenti e funzionari del III e IV settore dell'assessorato all'Energia tra i quali ci sono i due arrestati nell'inchiesta Arata e Lutri, arrestato ieri. E forse non è una coincidenza che proprio da questi due settori, che sono quelli più delicati e strategici, uno riguarda le autorizzazioni per i nuovi impianti l'altro le pratiche di finanziamento europeo, sia arrivato un assoluto silenzio". "Quello che più colpisce però - ha aggiunto Fava - non è tanto che alcuni funzionari non abbiano risposto alla richiesta di D'Urso ma che nessuna voce di attenzione e di preoccupazione si sia levata in merito a questa richiesta da parte di nessun livello burocratico e politico. Nemmeno l'assessore a cui D'Urso risponde ha ritenuto di dover intervenire".

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