La lite con la moglie e il suicidio, la tragica fine del figlio di "Charles Bronson": trovate 104 armi in casa

Le indagini sulla morte di Giuseppe Siino, il figlio di Angelo, il "ministro dei Lavori pubblici" di Cosa nostra, avvenuta sabato nel Padovano. Il giorno prima della tragedia l'uomo avrebbe scoperto una relazione extraconiugale della donna

Angelo Siino, il padre di Giuseppe

Emergono nuovi dettagli dalle notizie che circondano il tragico suicidio di Giuseppe Siino: il figlio di Angelo, il "ministro dei Lavori pubblici" di Cosa nostra, avvenuto sabato nel Padovano. Una storia di violenza domestica e pallottole che arriva dal Nord-Est ma che porta dritti a Palermo. 

Una vita sotto protezione

La lite in famiglia, la fuga della moglie con il figlio, il suicidio. A tre giorni dalla tragedia gli scarni particolari che poco alla volta emergono dalle indagini infittiscono i lati oscuri della vicenda. Giuseppe Siino, 47 anni, che si è ucciso sparandosi un colpo di pistola alla testa - dopo l'ennesimo litigio con la moglie - era il figlio di uno di colui che era chiamato "Charles Bronson", uno degli uomini di punta dei Corleonesi ed oggi è uno dei più importanti pentiti di mafia. Dopo il pentimento del padre, l'uomo e la famiglia sono entrati nel programma di protezione e sono stati trasferiti in una località protetta dell'Alta Padovana con un nuovo nome. Nella piccola frazione di San Michele delle Badesse avrebbero dovuto cominciare una nuova vita, macchiata invece da quella che sembra essere una lunga storia di maltrattamenti.

La crisi

I rapporti di coppia pare fossero deteriorati da tempo, con numerosi episodi di violenza nei confronti della donna che però non aveva mai denunciato il marito. Secondo indiscrezioni venerdì, il giorno prima della tragedia, il 47enne avrebbe scoperto una relazione extraconiugale della compagna. La reazione era stata drammatica, tanto che la moglie avrebbe chiesto alla suocera di raggiungerli per passare qualche giorno a casa loro.

L'arsenale in casa

Sabato si è scatenato il dramma. Al culmine dell'ennesima lite l'uomo avrebbe brutalmente picchiato la moglie, pare provocandole addirittura una frattura del setto nasale. A quel punto lei ha preso in braccio il figlioletto di 4 anni ed è scappata dai vicini chiedendo di chiamare i carabinieri per denunciarlo. L'uomo, rimasto solo in casa dopo aver minacciato il suicidio, ha messo in atto il gesto estremo sparandosi alla testa con una delle pistole della compagna. Ben 104 armi si viene a sapere adesso, un vero e proprio arsenale scoperto dai carabinieri una volta entrati nell'appartamento, ora oggetto di indagine per determinarne la provenienza. A scoprire il cadavere ormai privo di vita sarebbe stato un vicino, rientrato nell'estremo tentativo di calmarlo.

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