Biagio, Giorgia e Martina tornano in mare: liberate a Sferracavallo tre tartarughe

Avevano ami nell'esofago, lenze nell’intestino e plastica nello stomaco. Dopo le cure dell’Istituto zooprofilattico sperimentale sono tornate nel loro habitat. Il direttore sanitario Santo Caracappa: "Necessario educare alla salvaguardia dell'ambiente sin da piccoli"

Le hanno chiamate Biagio, Giorgia e Martina. Sono le tre tartarughe che ieri mattina hanno potuto riabbracciare il mare, dopo essere state curate e riabilitate nel Centro di referenza nazionale sul benessere, monitoraggio e diagnostica delle malattie delle tartarughe marine dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia. Le Caretta caretta sono state liberate nello specchio d’acqua davanti alla Baia del Corallo grazie all’aiuto dei volontari dell’Asd You Dive Club Capo Gallo di Francesco Rinaldi.

La prima tartaruga a riabbracciare il mare è stata Biagio, un esemplare maschio di 14 chilogrammi, recuperato dalla capitaneria di porto di Palermo con una ferita sul collo provocata da un oggetto contundente e plastica nello stomaco. La Caretta caretta Biagio, chiamata così in onore di Biagio Conte, è stata liberata da Filippo Bonura, che ha accompagnato il fratello missionario a piedi nel cammino della Speranza, da Lourdes a Santiago. “Questa iniziativa - spiega Filippo - regala fiducia nel futuro come il missionario che ogni giorno nel suo cammino dona gioia e speranza”. Filippo, poco prima della liberazione ha raccontato ai presenti che ogni giorno con Fratel Biagio percorrevano a piedi e senza soldi circa 25 chilometri, pregando e incontrando persone. La sera chiedevano qualcosa da mangiare e un ricovero protetto per la notte, alcune volte non erano accolti, come a Santiago e dormivano in strada all’addiaccio. Questo pellegrinaggio che è iniziato dall’Italia, è continuato per la Francia e la Spagna; ora la direzione è il Portogallo e poi il Marocco. Ha tanti motivi, tra cui quello di aprire all’accoglienza, di attenzionare i giovani, i poveri, di incontrare i popoli.

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Anche Giorgia e Martina, questa mattina, sono tornate nel loro habitat naturale. La prima, la più piccola di soli 6 chili, è stata trovata con una lesione nell’arto destro e con un amo in esofago per cui è stata sottoposta ad esofagotomia. Martina, esemplare di 23 chili, è stata recuperata con un amo in esofago e con della lenza nell’intestino per cui i biologi-veterinari dell’Izs Sicilia sono intervenuti con un’enterotomia.

Alla cerimonia di liberazione delle tre tartarughe, organizzata dall’Izs Sicilia in collaborazione con il Rotary club Palermo Cefalù, erano presenti alcune famiglie della Missione di Speranza e Carità di Biagio Conte, lo staff dell’Istituto Zooprofilattico accompagnati dal direttore sanitario Santo Caracappa, il presidente del Rotary Club Palermo Cefalù Antonietta Matina, i volontari dell’Associazione You Can Dive di Capo Gallo, il presidente del WWF nord occidentale Pietro Ciulla, l’equipe del centro diurno polifunzionale del dipartimento di giustizia minorile, il comitato cittadino “Il mare di Sferracavallo” e “Ciccio Kayak” di Terrasini.

“Continueremo a organizzare iniziative come queste - ha detto il direttore sanitario dell’Izs Sicilia Santo Caracappa - cercando di coinvolgere sempre di più non solo gli adulti ma anche i bambini perché è fin da piccoli che bisogna comprendere l’importanza del rispetto della natura, la ricchezza della biodiversità ed educare alla salvaguardia dell’ambiente”.

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