Cinisi, caso Palazzolo: è botta e risposta tra il sindaco e il pasticciere

Il pasticciere rimprovera al primo cittadino di non aver preso posizione in merito alla mancata proroga del suo contratto, potenzialmente prevista dallo stesso, ma non concessa dalla Gesap. Il sindaco risponde: "La natura privatistica del diritto che lei, giustamente, rivendica esula dalle mie prerogative di amministratore pubblico"

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Acceso botta e risposta tra il sindaco di Cinisi, Piergiacomo Palazzolo e il pasticciere Santi Palazzolo, diventato protagonista della cronaca anche nazionale per aver denunciato un giro di mazzette all'aeroporto Falcone e Borsellino che ha portato all'arresto di Helg, colto sul fatto mentre incassava i soldi di una tangente chiesta in cambio della proroga della concessione di uno spazio presso l'aerostazione.

Il pasticciere rimprovera al primo cittadino di non aver preso posizione in merito alla mancata proroga del suo contratto, potenzialmente prevista dallo stesso, ma non concessa dalla Gesap, fino a quando nel corso di un'intervista con CinisiOnline una giornalista non gli ha chiesto il perchè di questo silenzio. A quel punto la risposta del sindaco Palazzolo è stata: "Ho trovato corretto che chi di dovere facesse le sue valutazioni".

Parole che non sono piaciute per niente a Santi Palazzolo che in una lettera pubblicata sempre su CinisiOnline lo scorso 1 giugno e rivolta al primo cittadino scrive: "L'intervista mi lascia senza parole. Mi scusi, ma di quali valutazioni parla? E poi, chi sarebbero coloro che lei indica con 'chi di dovere'? Sa che ad oggi più di 36mila persone, la maggior parte delle quali non conosco, in Italia e all’estero, hanno trovato il tempo e 'valutato' che in queste settimane la mia vicenda merita un segno di solidarietà?".

L'imprenditore si riferisce ad una petizione lanciata su Change.org da Fabio Biundo, uno dei 40 collaboratori che a causa della mancata proroga rischia di perdere il posto di lavoro, e rivolta alla Gesap e al sindaco di Palermo Leoluca Orlando. L'obiettivo è chiedere l'intero azzeramento del consiglio di amministrazione della Gesap e la successiva concessione della proroga di tre anni all'imprenditore siciliano, come già previsto da una clausola del precedente contratto. Petizione firmata da tantissime persone ma non dal primo cittadino secondo il quale la natura del diritto che Santi Palazzolo rivendica sarebbe "privatistica" ed esulerebbe dalle sue prerogative di amministratore pubblico: "sono convinto, tuttavia - scrive il sindaco in una lettera di risposta datata 3 giugno -  fuori dai ruoli istituzionali, che la scelta di adire un qualificato Collegio Arbitrale non potrà che fare chiarezza sul contendere, riconoscendole o negandole l'asserito diritto leso con la massima serenità e soprattutto nel rispetto della legalità". 

La pensa diversamente il pasticciere che così prosegue: "Lei è la persona istituzionalmente incaricata di rappresentare tutti i suoi concittadini. E fra questi ci sono anch'io. Forse ha dimenticato che il Comune di Cinisi è socio e quindi azionista della società di gestione dell’aeroporto di Palermo e che quindi lei è chiamato direttamente in causa nella mia vicenda. Come mai nella sua unica esternazione chiede in modo quasi mortificato le dimissioni del solo presidente della Gesap e non anche dell’amministratore delegato della stessa società? Certo. Non può chiedere le dimissioni di un 'amico' che le è stato vicino durante la campagna elettorale".

"Nel ruolo di sindaco, ribatte il sindaco - e in quanto tale, di socio Gesap, non ho esitato, differentemente da quanto da lei erroneamente e falsamente sostenuto nella missiva, a chiedere senza indugio (vedi SKY TG 24 del 4.3.2015 delle ore 12.30) le dimissioni dell'intero Consiglio di Amministrazione, ivi incluso dell'Amministratore Delegato (di cui mi pregio essere amico). Così come nel ruolo di socio Gesap ho tempestivamente avviato, senza per questo assurgere agli onori della cronaca, una pregnante interlocuzione propositiva con gli altri principali soci della società, finalizzata all'immediato ripristino della legalità e delle regole che si addicono alla gestione di un servizio pubblico, nonché alla chiarificazione dei rapporti col Comune di Cinisi in termini di riconoscimento dei pertinenti diritti e non di favori".

"Lei è stato di grande esempio per noi tutti, ha trasmesso un grande messaggio al paese intero, ma non vanifichi, adesso, il suo gesto: la denuncia del malaffare è e deve rimanere un atto di estremo coraggio, un sacrificio meditato e voluto (anche a discapito dei propri interessi e dei propri affetti) e mai una merce di scambio", prosegue Giangiacomo Palazzolo. "Non ho esitato a manifestarle, anche attraverso mezzi televisivi, la stima ed il riconoscimento per il comportamento da lei tenuto ma proprio per il ruolo che ricopro mi è precluso, assumere una posizione istituzionale a fronte di un interesse squisitamente privato. Mi sarebbe stato facile e politicamente 'utile' abbracciare la sua protesta, ma non mi interessa l'antimafia affaristica", tuona il sindaco. 

"Interesse squisitamente privato" e "antimafia affaristica" sono espressioni difficili da mandare giù. L'imprenditore di una delle aziende più prestigiose di Cinisi, sicuramente della più antica riuscirà a farlo o a questa lettera del sindaco seguirà l'ennesima risposta? La polemica rischia di dirottare l'attenzione da quello che è il fulcro della vicenda: "per colpa del malaffare di certi individui" - come scrive nella lettera il pasticcere Santi Palazzolo - 42 padri di famiglia rischiano di perdere il lavoro.

"Il paventato licenziamento di 42 padri di famiglia che conseguirebbe dalla mancata proroga mi offende e scuote profondamente - afferma il sindaco - Caro amico ti invito a non usare “i padri di famiglia” per risolvere la questione, non fa onore a te ed alla prestigiosa azienda che rappresenti. Sono certo che la questione si risolverà senza pregiudizio per i lavoratori stante fra l'altro la possibilità di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle gare d'appalto (e qui ti garantisco che il tuo sindaco ci sarà!). Con affetto e stima".

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