Nuova stazione marittima e lavori a gogò, il porto cambia volto: "Oggi è un suq che fa schifo"

Per il presidente dell'Authority, Monti, lo scalo si dovrà aprire alla città ed essere più ordinato. Rimozione dei silos, abbattimento delle strutture fatiscenti, divisione tra area passeggeri e merci, dragaggio: ecco alcuni degli interventi programmati. Ritrovata l'intesa col Comune

La stazione marittima

Con la ripresa dei lavori alla stazione marittima, la rimozione dei silos per lo stoccaggio del grano sul molo Piave, l'abbattimento delle strutture fatiscenti dal bar fino alla biglietteria Gnv, la piena operatività della banchina Vittorio Veneto e il dragaggio dei fondali, il porto di Palermo è destinato a cambiare volto. Più aperto alla città - con un giardino che si affaccerà su via Crispi - e più ordinato al suo interno, con la parte sud riservata a crociere e traffico passeggeri e quella nord a merci e movimentazione dei container. 

"Molo Sud per le crociere e un giardino fiorito" | VIDEO

Nella nuova visione del presidente dell'Autorità portuale, Pasqualino Monti, "il porto diventerà un unicum con la città e i palermitani potranno riacquistare la vista sul mare. Oggi il porto è un suq che fa schifo, serviva una svolta. Ci conforta il fatto che nel 2018 avremo 560mila passeggeri con un aumento del 24% rispetto all'anno scorso, 430mila passeggeri. Ciò significa che qualcosa sta cambiando". Monti, che nei giorni scorsi ha ricevuto minacce (gli è stata recapitata un busta con proiettili), tira dritto. "Sto bene, andiamo avanti perché Palermo se lo merita", si limita a dire.

Il processo di riqualificazione avviato (70 milioni in totale le somme che saranno spese) parte dalla nuova stazione marittima: dopo sette anni di contenzioso tra l'Authority e l'impresa appaltatrice, la So.Co.Stra.Mo, si è raggiunta una transazione che porterà entro 45 giorni all'inizio dei lavori (da completare in due anni). In sostanza, le due parti si sono accordate per 2,9 milioni di maggiori costi (l'azienda ne chiedeva 9) in aggiunta ai 20 previsti con l'aggiudicazione della gara d'appalto nel 2011. I lavori si erano bloccati per via di carenze nel progetto definitivo e in quello esecutivo.

"La realizzazione dell'opera è adesso salva - ha spiegato Monti - grazie anche alla collaborazione con il Provveditorato interregionale opere pubbliche ed al lavoro svolto dall'Avvocatura distrettuale dello Stato". Intanto sono in corso i lavori per approntare una stazione marittima provvisoria: si tratta di una tensostruttura, che dovrebbe essere pronta entro luglio. "Avremo così un terminal per navi che non trasportano più mille persone ma 6mila in un'unica toccata", ha sottolineato Monti. Tra gli atri interventi il dragaggio del porto (41 milioni), per arrivare ad un pescaggio di 12 metri di profondità.

stazione marittima porto - Foto Daniele Ditta (1)-2Il nuovo skyline del porto verrà ridisegnato con lo smantellamento dei silos: sono già state tolte le parti in ferro e il 27 giugno i "giganti" di calcestrutto andranno completamente giù. Totale dell'intervento circa mila euro. E' cominciata anche la rimozione dei corpi bassi che danno su via Crispi: 1.200 metri quadrati di strutture in muratura non ci sono più. Si andrà avanti non appena arriverà il parere dell'Avvocatura dello Stato sul contenzioso al Tar con i gestori del bar (che in futuro andrà a finire dentro la stazione marittima). Il porto inoltre potrà contare su un attracco in più, ovvero il molo Vittorio Veneto, sequestrato nel 2015 per deficit strutturali su provvedimento dell'autorità giudiziaria e da pochi mesi (aprile) revocato dopo la messa in sicurezza e il collaudo.

Insomma traguardi raggiunti e altri da tagliare per l'Autorità portuale, che dopo una "guerra" durata 20 anni ha pure ritrovato l'intesa anche con il Comune. Rispetto ai suoi predecessori (Bevilacqua e Cannatella), Monti ha stretto un legame con il sindaco Leoluca Orlando fondato su una visione del porto che si "sposa" con la città. E' qui che s'innesta ad esempio, il concorso di idee per la realizzazione dei nuovi terminal crociere, passeggeri e ro-ro. Piuttosto che il nuovo giardino che sorgerà nello spazio compreso tra il molo Piave e Sammuzzo o la riqualificazione del fronte a mare fino al porticciolo storico di Sant'Erasmo. In quest'ultimo caso è previsto l'abbattimento del distributore di benzina e il rifacimento della pavimentazione per prolungare la passeggiata sul lungomare che inizia alla Cala. 

Ma soprattutto Authority e Comune hanno posto fine alla battaglia legale sul Piano regolatore del porto. Con Palazzo delle Aquile che ha sotterrato l'ascia di guerra rinunciando a portare avanti il ricorso in sede di giustizia amministrativa dopo aver perso in primo grado. "L'impresa porto è a servizio del territorio, così come lo è l'aeroporto e la stazione ferroviaria. Oggi c'è l'esigenza di adeguare il porto rispetto al cambiamento della città. Il presidente Monti ha colto questo segnale, dando vita a tanti interventi positivi" ha detto Orlando, ribandendo inoltre solidarietà e vicinanza al presidente dell'ente porto per le minacce ricevute.

La sinergia istituzionale non riguarda solo il Comune: l'Autorità portuale ha infatti lavorato a stretto contatto con la Capitaneria di porto e il provveditorato delle Opere pubbliche Sicilia-Calabria. "La collaborazione fra enti fa parte dei nostri principi - ha dichiarato il provveditore Donato Carlea - . Ci voleva il coraggio della follia per risolvere un contenzioso così difficile come quello sulla stazione marittima. Per evitare che accadano casi del genere dobbiamo puntare al progetto perfetto ed a regole semplici per avere più trasparenza".

Della stazione marittima e del molo Vittorio Veneto si è occupata pure la Capitaneria di Porto. "Lo abbiamo fatto - ha concluso l'ammiraglio Salvatore Gravante, direttore marittimo della Sicilia Occidentale - da referenti unici dell'autorità giudiziaria, con l'unico obiettivo di mettere in sicurezza la struttura. Continuiamo a lavorare per rendere il porto sicuro: a tal proposito abbiamo chiesto alla Regione di spostare i bacini galleggianti da 19mila e 52mila tonnellate perché rappresentano un impedimento nelle manovre delle navi che entrano ed escono dal porto. Palermo finalmente sta recuperando il suo rapporto con il mare: non a caso in dieci ore di sosta al porto, la nave Amerigo Vespucci ha registrato 17.740 visitatori".

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