Lando Buzzanca confessa: "Sì, ho tentato il suicidio"

A distanza di un anno esatto arriva la confessione dell'attore palermitano, 79 anni, al settimanale Oggi: "Sono andato in bagno, ho riempito la vasca e ho preso un pezzo di vetro e l’ho affondato nei polsi..."

A distanza di un anno da quel "misterioso" tentato suicidio, Lando Buzzanca è tornato sull'argomento e ha ammesso che sì, ci aveva veramente provato. Era il 6 di agosto 2013, l'allarme arrivò intorno alle 6.30 di mattina. "Sono andato in bagno, ho riempito la vasca e ho preso delle pillole di melatonina, di quelle che fanno dormire. Le ho buttate giù con un bicchiere di gin… Poi ho spaccato il bicchiere sul lavabo. Ho preso un pezzo di vetro e l’ho affondato nei polsi. Ma piano, guardi le cicatrici: non sono profonde…".  A chiamare i soccorsi, all'alba, fu una persona che era insieme al lui, nella sua casa di Roma, in zona via Flaminia Vecchia-Ponte Milvio.

La confessione dell'attore palermitano, 79 anni, è arrivata al settimanale Oggi, con tutto il contorno dei dettagli di quell'estremo gesto, accarezzato e accennato. "Avevo preparato la vasca apposta, per morire lì, ma era strano - spiega -. Ero tranquillissimo, guardavo il sangue sui polsi e non sentivo il dolore. Poi, ho perso i sensi e mi hanno trovato la mattina, dopo 12 ore. Se lo rifarei? No, perché ho visto i miei figli disperati".
 
Alla base del gesto ci sarebbe stato un duro periodo di stress. "Venivo da due mesi di set faticosissimi, con 42 gradi, a Roma. Giravo Il Restauratore 2, quello che andrà in onda dal 7 settembre. Quel giorno, giravo la scena in cui, al cimitero, parlo sulla tomba di mia moglie uccisa. Me l’hanno fatta rifare 11 volte, per sette ore. E io l’ho sempre fatta come se parlassi a Lucia, la mia vera moglie, morta tre anni prima. Ho avuto una discussione che mi ha fatto male. Contestavano il mio personaggio. Ero già stremato e mi sono sentito pure attaccato in quello che facevo con passione. Torno a casa ed ero solo. Ho preso a chiedermi che senso avesse quella vita senza Lucia. Io tutto il mio successo l’ho creato per lei, per farla sentire fiera di avermi scelto, anche se la sua famiglia mi rifiutava perché ero povero. Quella sera, parlavo da solo, dicevo: Lucia, io ho sempre fatto tutto solo per te".

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