La memoria del 19 marzo: "San Giuseppe tra passato, presente e..."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

E' appena trascorso il 19 marzo è tradizionalmente una data che molti reputano importante per 2 ricorrenze San Giuseppe e La Festa del Papà. Chi nella vostra famiglia non ha un Giuseppe o Giuseppina a cui fare gli auguri? magari passando serate in compagnia degustando una montagna di sfincie con ricotta??? Chi fra noi da bambino non ha fatto lavoretti per conquistare un sorriso e una carezza dei nostri papà (impiastricciando magari con mollette, cartoncino e colla vinilica) E oggi che tanti come me siamo papà con quanta fierezza esibiamo i trofei portati dai nostri figli vantandocene magari con i nostri congiunti??? Sicuramente ricordi lieti di altri tempi che portiamo nel nostro cuore e continueremo a perpetuare negli anni...

Però in questa data e al nome Giuseppe sono legati purtroppo anche trascorsi molto meno lieti che sembra che a volte appaiono scoloriti nell'album della memoria... Un esempio Casal di Principe, sono le 7.20 del mattino del 19 marzo 1994 e nella chiesa di San Nicola di Bari un giovane sacerdote sta preparandosi a celebrare la Santa Messa del mattino... Lui non è un sacerdote comune... lui e Don Peppe. Lui è un punto di riferimento per i suoi parrocchiani e per i ragazzi del quartiere e pensate è pure il giorno del suo onomastico Lui prega ogni giorno perché mantenga la forza e la tempra che gli hanno consentito di togliere dalla strada tanti giovani facenti parte della manovalanza camorristica... però la camorra non dimentica e giusto nel giorno del suo onomastico mentre sta indossando i sacri paramenti decide di presentargli il conto. Un giovane a volto scoperto armato di pistola con silenziatore entra nella sua chiesa eludendo i fedeli in attesa e si intrufola dentro la sua canonica e gli scarica addosso un caricatore di proiettili. Don Peppe Diana muore all'istante... un'altro sacerdote ucciso dalla malavita dopo Don Pino Puglisi un anno dopo...

Pensate entrambi uniti dallo stesso nome, dallo stesso percorso e dallo stesso destino... Caso strano come ho già raccontato quest'anno ricorre anche il 40nnale per l'assassinio di Peppino Impastato anche lui Giuseppe...sarà un caso? Per noi che facciamo come sapete il teatro della legalità anche quest'anno abbiamo deciso di non dimenticare. E come farlo se non raddoppiando l'impegno dell'anno passato con due nuovi Legality Show di 90 minuti ciascuno dai titoli: C'è chi dice NO!!! e Eroi Per Caso Per cui abbiamo scelto tra le due date il 19/03/18 dove è stato proposto in prima uscita proprio "C'e chi dice NO!. Mentre il 27 gennaio è stato proposto "Eroi per Caso" che è stato dedicato invece ad un altra figura importante della nostra sicilia... Un giornalista che aveva avuto il coraggio di alzare la testa e raccontare...Mario Francese ucciso anche lui il 27 gennaio di tanti anni fa.

Siete curiosi di sapere di cosa abbiamo parlato quest'anno? Bene ve lo riassumo. Quest'anno nei nostri spettacoli abbiamo composto e raccontato in prosa tanti argomenti come: 1) l'impegno delle donne contro la mafia... (nel Pezzo Donne di Casa Nostra) 2) L'importanza della figura dei genitori e del loro esempio dato ai figli nel percorso della vita (Nel pezzo Il primo eroe... Il Mio Papa) 3) La volontà dei ragazzi di non piegarsi al Bullismo (nel Pezzo Satyricon Chi la Bulla la Perde) 4) La necessità di Parlare del Sociale (Nel pezzo in Principio erano ... le Fate) 5) e i ricordi delle figure... importanti per il loro impegno. Come Falcone Borsellino (Nel Pezzo Ricordi dall'Asinara) Ma siamo andati anche oltre per dimostrare che anche con il teatro comico si può raccontare interpretando i due monologhi più famosi di Ficarra e Picone (Sono fiero... mi vergogno di essere siciliano e Zio Pino) e inventandoci un fantomatico comicissimo processo di due loschi boss mafiosi nientepopodimenoche...in paradiso. (Il Processo in Paradiso).

Anche quest'anno abbiamo trasmesso ai nostri ragazzi tante storie insegnandogli a raccontarle nel loro modo e loro hanno risposto con il consueto travolgente entusiasmo che ci rende ogni volta più fieri e orgogliosi considerato soprattutto il contesto difficile in cui siamo ubicati. Noi del Team della "Piccola compagnia della Principessa" nel nostro piccolo ci auguriamo di poter continuare il nostro contributo nella speranza che di certe storie se ne mantenga la memoria tramite il racconto delle nuove generazioni...

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