A Palermo conferenza sul tema “La legge 03/2012: Legge sul Sovraindebitamento”

Il Rotary Club Palermo Montepellegrino affronta uno dei dibattiti più attuali del dibattito sociale e economico. Relatori il presidente della sezione civile del Tribunale di Catania Marisa Acagnino e l’avvocato Aurelio Bentivegna

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Eccezionale conferenza, presso l’Hotel Federico II Central Palace di Palermo, alla presenza del Governatore eletto Alfio Di Costa, dell’Assistente del Governatore Giorgio Castelli e di un folto pubblico di professionisti, sul tema “La legge 03/2012: Legge sul Sovraindebitamento”. Ad organizzare l'evento il Rotary Club Palermo Montepellegrino presieduto magistralmente dall'architetto Ninni Genova. Eccezionali e di spessore i relatori due relatori: Marisa Acagnino, magistrato, presidente di Sezione Civile del Tribunale di Catania e Componente dell'Osservatorio Nazionale sul Sovraindebitamento e il dott. Aurelio Bentivegna, avvocato, professionista esperto in materia di crisi del consumatore e della piccola e media impresa. Referente O.C.C. #104. Nel presentare la serata il presidente Genova ha sottolineato come "sia fondamentale intervenire prima che la piaga dell'indebitamento mieta più vittime di quanto già ne abbia fatte".

«La Legge 03/2012 – ha precisato il magistrato Acagnino - è una legge utile per i cittadino, ma ancora oggi è poco conosciuta ed ancor meno applicata. Ci siamo più volte chiesti perché una legge che esiste in Italia da oltre 5 anni abbia trovato applicazione solo in poche migliaia di casi, quando in Germania e Francia vengono omologati centinaia di migliaia di casi per anno. Forse i tedeschi ed i francesi sono più buoni di noi? Sinceramente non pensiamo. Crediamo, invece, che questi Paesi abbiano capito l'importanza di consentire ogni anno a tanti cittadini di reinserirsi nel sistema economico. Cittadini che ritornati nella vita civile perfettamente ripuliti dai loro debiti, guarderanno al futuro con ottimismo, riaprendo una impresa, assumendo personale e contribuendo ad incrementare le entrate dello Stato».

«La legge sul sovraindebitamento non è solo una norma agevolativa (in favore dei più deboli) ma è una legge che aiuterà - se correttamente applicata - una nazione a ripartire, azzerando le poste passive e permettendo a tanti di ricominciare una nuova vita. Purtroppo, la informazione su questa legge è ancora insufficiente. Ancora tanti cittadini non la conoscono e le varie componenti sociali, pubbliche e private, non hanno sensibilizzato l'opinione pubblica come avrebbero potuto» ha sottolineato Marisa Acagnino. Altrettanto puntuale e esaustivo l’intervento dell’avvocato Aurelio Bentivegna per il quale «Il ricorso degli italiani al mercato del DEBITO ha generato - negli ultimi 20 anni - un indebitamento eccessivo delle famiglie italiane e dei piccoli-medi imprenditori. Questo fenomeno è stato spesso aggravato da una erogazione del credito non sempre attenta e calibrata sulle reali capacità del DEBITORE. La colpa - alcune volte - è stata del consumatore, preso dal “delirio” del denaro facile ... ma da altro punto di vista è stata una impostazione sin troppo spregiudicata del sistema bancario nel voler concedere denaro, senza prima valutare chi realmente fosse nelle condizioni di restituirlo».

E continua affermando che «La crisi di inizio secolo e la forte recessione degli ultimi 10 anni hanno dato il colpo finale alla classe media, innalzando di molto la fascia di povertà ed abbassando (se non facendo crollare) la fascia della così detta media borghesia. Quella media borghesia (fatta da impiegati, professionisti, piccoli imprenditori) che aveva creato, negli anni '50, '60 e '70, benessere e prosperità, facendo diventare l'Italia il Belpaese, ossia il luogo più desiderabile dove poter vivere e far crescere i propri figli. Se guardiamo i dati di Banca di Italia possiamo vedere l’incremento spaventoso del fenomeno del sovraindebitamento nel nostro Paese. Si passa da 0,5 % di famiglie indebitate ad oltre il 10% (stimato 2018) in un ventennio. Questo dato è relativo a coloro che non possono più ripagare i propri debiti, perché si trovano in una situazione di perdurante squilibrio tra le loro entrate e costi relativi alla gestione familiare. Ma se guardiamo alle famiglie che comunque hanno problemi di debito (nella scala medio, grave e molto grave) il dato arriva ad un preoccupante 25% della popolazione. Se leggiamo i dati combinati tra di loro, ci rendiamo conto che il fenomeno del debito in Italia (nella sua totalità) ha raggiunto la abnorme mole di quasi 20 milioni di persone, ossia quasi 1 cittadino su 3. La peste (di Manzoniana memoria) probabilmente fece meno vittime secoli fa, ma la cosa più incredibile è che nessuno ne parla e coloro che vivono il problema del debito ne provano una vergogna tale da non ammettere (a volte neanche a se stessi) di avere una condizione che, invece, è possibile affrontare e molte volte anche risolvere». Oggi una soluzione per questo fenomeno esiste e si trova – ha precisato il magistrato dottoressa Acagnino «nelle procedure previste dalla Legge 03/2012. La legge non è applicabile per tutti i casi ma molte volte è possibile trovare valide soluzioni. Questo vademecum vuole essere una valida guida per il cittadino nella conoscenza e nella auto-valutazione dei requisiti previsti dalla norma».

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