Italo-Belga, i Castellucci e la Costa Sud: "Investimenti a Romagnolo? Perché no..."

La storica famiglia di imprenditori fuori dal Cda della società che gestisce la spiaggia di Mondello, ma pur sempre nella compagine azionaria. Dietro le dimissioni da amministratore delegato del "patriarca" Gianni il pressing dei soci napoletani

Un lido della Italo-Belga a Mondello

Non figura più nel Consiglio d'amministrazione della Italo-Belga, ma rimane pur sempre nella compagine azionaria della società - con sede a Bruxelles - che ha in concessione "da sempre" gran parte della spiaggia di Mondello. La famiglia Castellucci passa il timone alla Italo-Belga e contemporaneamente getta "uno sguardo interessato alla pianificazione del litorale della Costa Sud". A rivelarlo a PalermoToday è Giuseppe Castellucci - ex componente del Cda, nonché uno dei figli del "patriarca" Gianni (amministratore delegato dimissionario) - che però predica prudenza. Un investimento a Romagnolo? "Non lo escludiamo - risponde Castellucci - ma allo stato attuale non c'è ancora l'intenzione di sviluppare altri affari nel settore del turismo balneare. Abbiamo tuttavia dimostrato di saperlo fare questo lavoro e soprattutto riteniamo da privati di aver contribuito allo sviluppo della città". 

La Costa Sud e i "nodi" da sciogliere

Insomma, un "perché no..." che al momento è una manifestazione d'interesse, ma nulla più. Perché, spiega Castellucci, "ci sono ancora tanti nodi da sciogliere nella Costa Sud: dalla viabilità al ruolo che dovranno recitare le strutture ricettive. Uno stabilimento balneare deve essere inserito in un determinato contesto. Ci devono essere delle garanzie per gli investimenti ed anche il supporto delle istituzioni per quanto riguarda le opere pubbliche da realizzare. Il nostro presente comunque è legato a Mondello, abbiamo avviato un percorso per la risoluzione di certi problemi che ha la borgata e lo vogliamo portare a termine". 

Una nuova "era"

Sotto la gestione Castellucci, la Italo-Belga ha vissuto anni di conflitto con l'amministrazione comunale. Gli scontri con il sindaco Orlando sembrano ormai acqua passata. La società ha ridotto di anno in anno il numero delle cabine, riservando più spazio alle spiagge attrezzate. "Abbiamo messo in sicurezza l'azienda, che oggi ha consolidato la sua struttura ed è una realtà di riferimento sul territorio. La presenza di un timoniere autorevole - dice ancora Castellucci, riferendosi al padre - è stata fondamentale per rispondere agli attacchi". Adesso inizia una nuova era. Per la prima volta il ruolo operativo di amministratore delegato non sarà ricoperto da uno dei soci di maggioranza. Il posto di Gianni Castellucci è stato preso da Giovanni Tomasello, ex segretario generale dell'Ars andato in pensione a 57 anni con una buonuscita milionaria. Cambia anche la composizione del Cda: il nuovo vicepresidente è Lorenzo Cimmino, mentre i consiglieri sono Luigi Martorana, Renato Culmone e Marco Giorgio Giustiniani. Cimmino e Giustiniani sono gli amministratori scelti dagli azionisti napoletani della Italo-Belga, esponenti del mondo delle professioni (avvocati e commercialisti) che hanno ereditato consistenti quote societarie.

I motivi delle dimissioni

Ma cosa ha portato al cambio dei vertici della società? Per Giuseppe Castellucci, le dimissioni del padre "sono maturate negli ultimi mesi per la volontà espressa d'intraprendere un nuovo percorso, dopo un periodo di 'traghettamento'. La Italo-Belga, che inizialmente era la società delle cabine, è stata trasformata in un'azienda moderna che dialoga con il territorio". "C'è stato un ampliamento della maggioranza in seno all'azionariato - prosegue Castellucci - e il nome di Tomasello è stato considerato di più larghe intese. Non si tratta di un cambio di rotta". Secondo un'altra versione, meno diplomatica, ha prevalso invece il pressing degli azionisti napoletani che - dopo un lungo braccio di ferro - hanno costretto Castellucci a dimettersi per prendere le redini dell'amministrazione. 

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La storia della Italo-Belga

Da qui lo scossone alla Italo-Belga, che rappresenta un pezzo di storia della città. Nata nel 1909 con il nome di Les Tramways de Palerme Societé Anonyme, ha contribuito alla bonifica di Mondello (ad inizio secolo vera e propria palude), ha realizzato collegamenti stradali e tramviari, servizi idrici, fognari, d'illuminazione, ed ha costruito tra le altre cose l’antico stabilimento balneare. Da oltre un secolo detiene la concessione di gran parte dell'arenile, dove in estate vengono collocate le storiche cabine ed allestite tre spiagge attrezzate (Lido Valdesi, Lido Sirenetta e Lido Stabilimento).

Il Pudm e la concessione della spiaggia di Mondello

Fino al 31 dicembre 2020 la Italo-Belga continuerà a gestire la spiaggia di Mondello. Dopo scadranno le proroghe ai concessionari e, in base alla direttiva Bolkestein, dovranno celebrarsi le gare. Il Comune di Palermo, attraverso il Pudm (Piano di utilizzo del demanio marittimo), ha previsto sostanzialmente una maggiore presenza di spiagge pubbliche nella Costa Nord - Mondello tanto per intenderci - destinando ai privati la Costa Sud. "Apprezziamo lo sforzo pianificatore del Comune, anche se su alcuni aspetti specifici del Pudm siamo in disaccordo con la linea dell'amministrazione. La nostra concessione verrebbe parcellizzata; mentre la Regione dice che i Comuni devono tenere conto dell'esistente" ricorda Beppe Castellucci, che continuerà a ricoprire il ruolo di responsabile spiagge della Italo-Belga. "Ci sono tante analogie tra la Mondello d'inizio '900 e la Romagnolo di oggi - conclude - Non si possono però commettere errori fatti in passato, se si vuole arrivare allo sviluppo della Costa Sud".

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