Pista di atletica e percorsi sonori: con il "parco dei suoni" lo sport è a misura di disabile

L'area verde sorge nella corte esterna dell'Istituto dei ciechi in via Angiò. Ci saranno anche un’area gioco, un campo polivalente e uno spazio a verde dedicato al tiro con l’arco

Uno spazio di aggregazione all'aperto per persone con disabilità con un percorso sonoro, un'area gioco e una pista di atletica, un campo polivalente e uno spazio verde ideale per il tiro con l'arco. La corte esterna dell'Istituto dei Ciechi Florio e Salamone di via Angiò cambia volto per rispondere alle esigenze sportive delle persone con disabilità. Nasce il  "Parco dei Suoni", un'area di calma il cui primo stralcio di lavori sarà presentato il 16 ottobre, dalle 10 proprio all'Istituto dei Ciechi. 

"Con la riqualificazione della corte esterna, oggi Parco dei Suoni, l’istituto si vuole dotare di un ulteriore spazio inclusivo polivalente. Un parco, centro di aggregazione accessibile, che verrà aperto a tante persone con disabilità. Il Parco dei Suoni vedrà riqualificare un percorso sonoro, un’area sportiva con una pista di atletica e un’area gioco, un campo polivalente e uno spazio a verde dedicato al tiro con l’arco.- Spiega Tommaso Di Gesaro, presidente dell'Istituto dei Ciechi Florio Salamone -  A seguire ci sarà il via ai lavori per realizzare un centro specializzato in interventi assistiti con gli animali. Attività, quest’ultima, che tanto giova a minori e giovani con deficit del neurosviluppo e ad anziani che soffrono di malattie neurodegenerative".

"Un primo stralcio dei lavori ha consentito, grazie a risorse messe a disposizione da un bando nazionale, di riqualificare e attrezzare una prima parte centrale della corte dell’Istituto. - Aggiunge Daniele Giliberti, coordinatore del progetto Il Parco dei Suoni- Entro fine anno definiremo i lavori di completamento dell’area sportiva per realizzare poi, entro il 2020, il centro dedicato alle terapie con gli animali. Un parco inclusivo che potrà essere vissuto da tante persone con disabilità con gioia e partecipazione. Ringrazio l’Istituto e l’Unione Italiana Ciechi per avere creduto nel progetto e gli Uffici della Soprintendenza e lo Studio Provenzano architetti associati, garanti di un progetto di riqualificazione a impatto zero pensato ed eseguito nel rispetto di un luogo dal grande pregio storico e architettonico. Siamo sicuri che a Ignazio Florio, che lasció in dono la Villa del Pigno per farne l’Istituto Pei Ciechi, sarebbe piaciuto vedere destinata la corte della villa ad attività inclusive di utilità sociale".
 

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