Morta la tredicenne trascinata in mare a Isola delle Femmine

La ragazzina si trovava su uno scoglio a pelo d'acqua quando è stata travolta da un'onda. Alcuni bagnini sono riusciti a riportarla a riva, ma i danni cerebrali sono stati troppo gravi. I genitori hanno dato il via libera alla donazione degli organi

Martina Bologna

Le cure dei medici e le preghiere dei familiari purtroppo non sono bastate. Stamattina è stata avviata la procedura per dichiarare la morte cerebrale della ragazzina di 13 anni di Cruillas, Martina Bologna, che sabato mattina è stata inghiottita dal mare a Isola delle Femmine. "L'elettroencefalogramma è risultato piatto - fanno sapere dall'ospedale Cervello, dove era ricoverata al reparto di Rianimazione diretto da Baldassare Renda - e quindi si è avviata la procedura di accertamento di morte cerebrale che durerà sei ore e terminerà nel pomeriggio intorno alle 17". Dopo il consenso per il prelievo degli organi firmato dai genitori, la struttura ospedaliera ha contattato il Cento regionale trapianti in vistsa dell'imminente intervento. Martina aveva appena sostenuto gli esami di terza media alla scuola Felix Mendelssohn.

Le prime telefonate e l'arrivo del primo gommone

L'incidente in mare è avvenuto nello specchio d'acqua che si trova nei pressi della Scogliera Azzurra. Secondo una prima ricostruzione della Capitaneria di Porto pare che la ragazzina si trovasse su uno scoglio piatto a pelo d'acqua insieme alla zia e alla cugina. Ad un tratto un'onda l'avrebbe trascinata in mare. Ad accorgesene qualcuno dell'hotel che si trova sopra la scogliera e che, insieme ad altri, ha lanciato l'allarme alla guardia costiera alle 13,05. Mentre due bagnini di un lido vicino si tuffavano tra le onde increspate per tentare di recuperarla e portarla sulla terraferma, dalla centrale operativa hanno contattato un club nautico affinchè inviasse un gommone per accelerare le operazioni di recupero.

ragazzina annegata isola delle femmine-2L'eroico e rischioso intervento di due bagnini

Il gestore del rimessaggio però, dato la forte risacca, aveva tutte le barche "a secco" e dunque avrebbe impiegato circa due minuti per mettere in acqua un'imbarcazione. Nel frattempo i bagnini erano riusciti con grande difficoltà a raggiungere la tredicenne, che nel frattempo aveva bevuto parecchia acqua e aveva perso coscienza. Poi l'arrivo di un'imbarcazione civile, a bordo della quale sono stati fatti salire sia la ragazzina sia i due assistenti di salvataggio. Uno di loro, stremato, ha rischiato più volte di finire sott'acqua e finalmente è stato tirato su con la forza dagli altri altri soccorritori.

Due arresti cardiaci, poi la volata in ospedale

Poi l'arrivo di una motovedetta della guardia costiera, partita da Mondello per raggiungere Isola delle Femmine. A bordo del gommone sono state praticate le prime manovre, ma la ragazzina aveva le vie aeree ostruite dall'acqua e dal cibo. Nel passaggio dall'imbarcazione all'ambulanza del 118, intorno alle 13,25, sembrerebbe che Martina fosse andata già in arresto cardiaco una prima volta. Grazie all'utilizzo del defibrillatore il cuore delle tredicenne ha ricominciato a battere. Poi un secondo arresto cardiaco, ripreso ancora una volta dal personale sanitario che l'ha poi condotta in ospedale. Quei 4-5 minuti trascorsi con la testa sott'acqua, senza ossigeno al cervello, sarebbero stati fatali per la giovane.

"Danni cerebrali troppo gravi"

In un primo momento il peggio sembrava scongiurato, ma dopo l'arrivo in ospedale le condizioni sono precipitate. I medici si sono resi contro che la tredicenne ha riportato danni cerebrali troppo gravi e purtoppo ogni tentativo di salvarla è risultato vano. Scene di disperazione stamattina davanti all'ospedale, dove in tanti tra amici e parenti erano in attesa che le condizioni della giovane migliorassero. Ma purtoppo per Martina non è stato così. Il tratto interessato dalla tragedia, fanno sapere dalla guardia costiera, è uno dei più pericolosi della zona, soprattutto quando soffia il maestrale che agita il mare. Adesso la guardia costiera e la polizia, che hanno avviato le indagini, comunicheranno il decesso al magistrato che dovrà valutare eventuali ipotesi di reato per la familiare che si trovava con le due ragazze e delle quali era responsabile.

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Sempre a Isola delle Femmine, sabato mattina nella spiaggia davanti al Lido Battaglia un ragazzino ha rischiato di annegare. Fondamentale l'intervento di un militare libero dal servizio e quello di alcuni bagnanti che hanno creato una sorta di catena umana e sono riusciti a tirare fuori dall'acqua il giovane (il video del salvataggio).

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