Auto bruciate ai preti, gli abitanti: "Sono brave persone, gesto assurdo"

Incredulità e sgomento a Borgo Nuovo. Due ragazzini: "Non stanno simpatici a tutti". Una ragazza: "C'è sempre movimento davanti i cancelli, ma guarda caso questa notte non c'era nessuno". I prelati non parlano. Gli inquirenti non escludono nessuna pista

Padre Gianni entra nell'auto della scorta

Resta ancora avvolto nel mistero l'incendio avvenuto la scorsa notte nella chiesa Santa Cristina di Borgo Nuovo che ha ridotto ad un cumulo di macerie le auto di padre Gianni e padre Rosario. Secondo le prime indiscrezioni, un gruppetto di "ignoti" avrebbe scavalcato la recinzione posteriore della chiesa prima di cospargere con della benzina le due vetture, una Fiat Punto ed una Renault Modus, e darle fuoco. Gli inquirenti al momento non escludono alcuna pista, neanche quella dell'intimidazione mafiosa. (GUARDA IL VIDEO)

Sono le ore 11.30. Si è da poco conclusa una cerimonia funebre nella chiesa di Santa Cristina. "I due padri sono chiusi in sagrestia per una riunione. A momenti usciranno", spiega una donna. Poco dopo fa capolino padre Gianni e prima di entrare nella macchina della scorta spiega: "Non rilascerò alcuna dichiarazione. Dovrete attendere comunicazioni dalla curia". I residenti delle palazzine limitrofe non si lasciano avvicinare. Il cortile della chiesa è quasi deserto. Poi arrivano due ragazzini di 12 anni che chiaccherano fra di loro: "Talè, qua c'hanno dato fuoco". Anche loro non si spiegano l'accaduto e poi commentano: "I due non stavano simpatici a tutti nel quartiere, alcuni avevano da ridire su padre Gianni. Per me gli hanno fatto uno sfregio".

Dal garage di una della palazzine si intravede un signore attento a sistemare alcune vecchie sedie: "Non mi spiego proprio cosa sia successo. E' una chiesa molto frequentata - spiega Salvatore Di Stefano - e, detto sinceramente, in 40 anni che vivo qua non ho mai assistito ad un episodio tanto assurdo. Ero seduto sul divano quando ho sentito un botto e affacciandomi ho visto le auto in fiamme. Alcuni sono scesi da casa per intervenire prima dell'arrivo dei pompieri".

L'incredulità regna sovrana, nessuno trova una spiegazione "valida" riguardo al gesto di cui ancora non si conoscono gli autori. "Padre Gianni e padre Rosario hanno sempre cercato di aiutare la comunità. Poi, è ovvio, non possono mica risolvere i problemi di tutti - ha dichiarato Giuseppe Bondì -. Non hanno mai fatto del male a nessuno, e se fosse stato diversamente, ci saremmo rivolti direttamente a loro per allontanarli. Ma sono brave persone". Altrettanto incredula è una ragazzina che, sentendo parlare il vicino di casa, si è affacciata per dire la sua: "La sera, davanti alla chiesa, si riuniscono sempre tanti ragazzi che vengono a bere una birra seduti sui motori. Guarda caso questa notte non c'era nessuno. Ce ne fosse uno che dice di aver visto qualcosa".

"Esprimiamo vicinanza, sostegno e affetto - si legge nella nota trasmessa dalla curia palermitana - nei confronti della comunità dei padri passionisti e dell’intera parrocchia di Santa Cristina. Al contempo non possiamo non condannare tali ignobili episodi intimidatori che generano sospetto, alimentano violenza e che, oltre a sfigurare il volto di un quartiere e della città, minacciano la diffusione del bene e – come afferma papa Francesco – rubano la speranza alle nuove generazioni. Facciamo appello a tutti i fedeli del quartiere a rimanere uniti in questo momento di prova e a non lasciarsi scoraggiare nel fare il bene".

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