Lo sfogo di una giovane imprenditrice: "Se denunci la mafia firmi la tua condanna, meglio scappare"

La storia di Magda Scalisi, palermitana, che negli scorsi mesi ha denunciato la mafia dei Nebrodi. Dopo il suicidio di Rocco Greco ammette: "Se avessi saputo quello che poi mi è accaduto, non lo avrei mai fatto"

Magda Scalisi

E' pentita di aver deciso di denunciare tutto? Magda Scalisi allarga le braccia, sospira a lungo e dice: "Alla luce di quanto accaduto a me e da come sono stata trattata, direi di sì. Mi sono sentita dire persino che sono stata suggestionata dalla polizia , mi hanno detto che ero una pazza isterica. Io in commissariato mi sentivo a casa, come dovrebbero sentirsi a casa tutti i cittadini...". E' l'amaro sfogo di Magda Scalisi, 36 anni, battagliera imprenditrice palermitana che ha denunciato la mafia dei Nebrodi, parlando del suicidio dell'imprenditore antiracket di Gela, Rocco Greco. Anche lui aveva denunciato i boss mafiosi.

"Purtroppo, e ripeto purtroppo, capisco il gesto estremo di Rocco Greco. Io maledico il giorno in cui ho denunciato. Dovevo mollare tutto e scappare ed, invece, ho commesso il grande errore di restare. Quando denunci, firmi anche la tua condanna a morte. Se avessi saputo quello che poi mi è accaduto, non lo avrei mai fatto", dice la donna in un'intervista concessa all'AdnKronos. 

La storia di Magda Scalisi

Magda Scalisi nel luglio 2017 aveva lasciato Palermo per trasferirsi a 1.279 metri, fra le province di Palermo e Messina. Fino all'agosto del 2018, la donna gestiva con il padre un agriturismo nel cuore dei Nebrodi. Una struttura che sorgeva a tredici chilometri da San Fratello, in provincia di Messina, dotata di un ristorante e di ventuno camere di albergo. Ma dopo poco tempo dall'apertura le hanno fatto sparire tutti i cani, alcuni rubati, altri morti misteriosamente. E, ancora, maiali privi di chip identificativo, dunque allevati abusivamente, sono stati fatti penetrare nell'area del rifugio, per creare danni e disturbo. Al ristorante si erano presentati gruppi di avventori che si erano applicati un singolare 'auto-sconto'. Ma non solo. Erano spariti anche alimenti e stoviglie destinati ai celiaci. E la giovane imprenditrice è celiaca. Per non parlare delle continue pressioni per le forniture, estorsioni mascherate col sistema dei prezzi e del fornitore.

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"Da vittima ti ritrovi indagata, una cosa assurda"

"Quando denunci - dice ancora Magda - devi stare attenta in quale zona d'Italia denunci. Inoltre, è davvero come se firmassi la tua condanna a morte. Per non parlare della serenità, tua e della tua famiglia, che finsce. E poi da vittima ti ritrovi indagata. E questa è una cosa assurda. Sono le follie di questa terra. Oltre al fatto che ti fanno terra bruciata attorno. Quando comunichi che hai alcune situazioni giudiziarie in ballo le persone ti guardano e ti prendono per pazza. Ho notato che fondamentalmente la prima cosa che fanno in una situazione di facciata ti dicono: 'Ha fatto bene' e poi ti indagano e cercano di delegittimare la tua figura. Una cosa raccapricciante".

Magda Scalisi e la decisione di chiudere il suo Rifugio sui Nebrodi

"Per alcuni per tutto quello che ho subìto la colpa è mia perché non sapevo gestire l'azienda - si sfoga ancora - mi è stato detto e scritto che il fil di ferro si era rotto da solo, per 'l'usura del tempo', o che i maiali sono del Parco dei Nebrodi. Quando mi si dice che l'ente parco non ha mai avuto una fauna. O il metaldeide si trova in natura...". Magda Scalisi ha deciso, dopo tutte le peripezie vissute, di chiudere lo scorso agosto il Rifugio del Parco di San Fratello. Insieme con il padre Salvatore, legale rappresentante della società cooperativa Karasicilia, gestivano dal 2016 la struttura ricettiva nel bosco della Miraglia, tra San Fratello e Cesarò. In piena estate, alla presenza dei loro avvocati, hanno consegnato le chiavi del rifugio al commissario del Parco dei Nebrodi, Luca Ferlito, accompagnato da alcuni dipendenti. "Non siamo nelle condizioni di legge per operare, pertanto rimettiamo alle autorità competenti ogni utile decisione sulla situazione determinatasi", si era limitata a dire Magda Scalisi al momento della consegna delle chiavi. La struttura era stata riconsegnata all'ente parco "interrompendo così una esperienza aziendale e un progetto di imprenditoria 'nuova per i Nebrodi'", avevano detto gli Scalisi.

Denuncia i boss ma lo Stato lo punisce: imprenditore suicida nella sua azienda

''La decisione di questa Ats di rilasciare il rifugio del Parco all'Ente Parco dei Nebrodi - dissero padre e figlia - non fa seguito, come qualcuno vorrebbe far credere, alle procedure di sfratto avviate dall'Ente Parco, ma al rilascio di una diffida da parte del comando dei Vigili del Fuoco di Messina. Atto ignorato dallo stesso Ente Parco. Così come lo stesso Ente Parco ad oggi non ha rilasciato le altre certificazioni obbligatorie per legge, nonostante lettere e diffide di avvocati. Questa Ats, non è nelle condizioni di legge per operare l'attività oggetto del contratto ed ha rimesso alle autorità competenti ogni utile decisione sulla situazione determinatasi. Saranno le Autorità preposte ad accertare se tale comportamento dell'Ente Parco è doloso o colposo. Del resto come è noto ai più, e certamente alle autorità competenti, il rifugio è chiuso al pubblico sin da gennaio 2018 con gravissimi danni economici e di immagine per questa azienda'', avevano spiegato Magda e il padre lo scorso agosto. Oggi l'imprenditrice con due lauree prova molta amarezza. E il suicidio di Rocco Greco è un'altra ferita che si aggiunge.

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Commenti (13)

  • penso alla frase di Giovanni Falcone: come può lo stato chiedere ad un cittadino inerme di affrontare da solo denunce e testimonianze? Onore a te Giovanni, che con Paolo fosti lasciato solo!

  • Bello sarebbe se andassero via tutti e rimanessero solo tutti i mafiosi. Poi cosa farebbero? A chi lo chiedono il pizzo? Si autoeliminerebbero tra di loro sino a rimanere l'ultimo più forte. Forte come un gallo senza il pollaio... Fantasocietas... ma sarebbe bello da vedere !

  • E come si fa a cambiare. Sono 30 secoli di dominazioni da cui veniamo, che ci conoscono, che ci conosciamo, abbiamo il prius, sappiamo chi erano i nonni, dei nonni, dei nonni, dei nonni, dei nostri nonni; con tutto il rimescolamento che c'è stato questo è il drink che è venuto fuori.

  • Siamo sempre lì, o cedi e vai avanti o molli tutto.

  • Triste, davvero triste e tristemente vero.

  • associazioni di qua..associazioni di la...ti convincono a fare la cosa giusta..(in quanto credo assolutamente che lo sia)millantano protezione sostegno tappiti tippiti e un biscuotto..e alla fine sei piu solo di prima...perche almeno quando oagavi erintranquillo/a...ma cosi???Cosi ti sei cindannato ad una morte lenta sia fisica che psicologica...lo STATO poi si dimentica di te...fai la cosa giusta..ma poi pagatene le conseguenze..è questo lo slogan che dovrebbe inneggiare suntutte questenpseudo fondazioni e da parte di tutti gli organi competenti...perchè e triste ammetterlo ma è così..questa terra è terra di nessuno..o.meglio di qualcuno lo è..ma di sicuro non è del cittadino onesto..non e dell imprenditore onesto che denuncia il racket..non e della gente comune che si e stancata dinaentirsi dire sempre le stesse balle....questa e la terra di chi per anni l ha massacata...resa cuvilmemte arida.priva di futuro e di speranza.....bella la sicilia.terra di aranci e limoni..di fichidindia...di sole di mare...di cuore della gente..ma solo se la vedi dall esterno...chi vive in questo modo non vive...aspetta solo di morire per riposarsi

  • Avatar anonimo di Tony
    Tony

    Ma no dai...ma che dite? Lo Stato c'è. ...c'è sempre stato...!!! 

  • Molti dicono "io resto", "io decido di lottare", ma questa forma di lotta largamente diffusa che consisterebbe nel solo "restare" non convince. Poi la dura realtà viene fuori: quei pochi che decidono di restare per combattere realmente, esponendosi in prima linea attraverso le denunce, vengono lasciati soli e poi vengono sbranati. C'è poco da fare purtroppo, senza le istituzioni dalla nostra parte siamo solo agnelli che vanno al macello. Nelle giungle gli animali più piccoli e indifesi non hanno altra scelta che fuggire o nascondersi, noi non ci sottraiamo a questa dura legge della natura. La Sicilia è una giungla umana, e a noi bestie indifese, se ci rimane ancora altro spazio nel mondo dove vivere dignitosamente le nostre vite, abbiamo il diritto di desiderarlo e ottenerlo anche migrando, scappando via, con le foto nel portafogli di Falcone e Borsellino, di chi ci ha creduto veramente e ha perso tutto, ma che tuttavia non verrà mai dimenticato per ciò che ha fatto. Il male la fa da padrona, e questo senz'altro ci infastidisce, ci fa venire voglia di ribellarci e provare a cambiare le cose, ma in una società civile e in qualunque altra società/giungla, se le istituzioni non abbracciano la nostra battaglia, non abbiamo speranza. E' una lotta ad armi impari, anzi, è una lotta tra chi possiede le armi e chi non le ha. Sicilia, possa tu sprofondare nel tuo bel mare, per mai più riemergere. La prima volta che lessi queste parole di Pasolini, riferite all'Italia tutta, lo condannai, la seconda volta mi fece riflettere, la terza volta lo capii. Intanto crescevo, e il male intorno a me pure.

    • Io la conosco personalmente e credimi che, per lei, è stato straziante dover cedere la sua azienda. Credimi che, psicologicamente, non è stato per nulla semplice per lei affrontare tutto questo nonostante tutti gli amici come me le dicevamo "Ce la farai, non ti abbattere!"

  • Si che novità.

  • Avatar anonimo di Klauss
    Klauss

    questa intervista riempie di dolore quanto di rabbia e impotenza. La mafia e' un cancro che non si puo estirpare perche non si vuole estirpare..avessi 20 anni in meno scapperei da questa terra..da questa nazione..

    • Parole sante. Quanto ti capisco.

  • Avatar anonimo di salvo
    salvo

    leggere questo articolo......mi riempe di dolore l'nima,perche leggo di un'imprenditrice palermitana, che vuole fare....solo il bene per la sua terra...che viene derisa,purtroppo sono d'accordo con lei, inutile denunciare, la mafia è troppo ben infiltrata nelle istituzioni, specialmente in piccoli centri come le zone montanare, è super radicata...fare il don chisciotte non serve, se mette a repentaglio la tua famiglia e tutti gli affetti piu cari che hai, mio malgrado devo ammette che io sarei andato via.......a fare business....altra zona d'italia, tanti auguri magda, spero tu posso risalire la china.....un saluto. v.g.77

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