Piazza Magione e l’installazione della discordia: “Qual è il suo significato?”

A porsi il quesito il capogruppo di +Europa in consiglio comunale, Fabrizio Ferrandelli, che ha presentato un'interrogazione al sindaco: “Perché non c’è nessuna descrizione che spieghi cosa rappresenta questa opera d’arte?”

L'installazione della discordia - Foto di Lisa Wade

In piazza Magione spunta un'installazione ed è subito polemica. Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di +Europa in consiglio comunale, ha presentato un'interrogazione al sindaco Orlando per avere chiarimenti sull'opera: "La sovrintendenza ha dato le dovute e necessarie autorizzazioni per l’installazione di una simile opera su un bene pubblico? E soprattutto come mai non è stata adeguatamente comunicata alla cittadinanza?".

Accanto all'installazione infatti non compare una targa nè una didascalia che ne spieghi il significato. "Si tratta di un evento per soli addetti ai lavori? I cittadini non sono degni di ricevere un’adeguata comunicazione a corredo dell’istallazione?”, chiede ancora Ferrandelli. "Trattandosi di opera d’arte - precisa infine il capogruppo di +Europa - non è minimamente messo in dubbio il gusto dell'installazione, ma è triste che ancora oggi in città si debba assistere a simili fenomeni: un’istallazione artistica su un bene pubblico, senza alcuna spiegazione".

Vandali danneggiano l'installazione: "Non ci arrendiamo agli incivili"

Spiega sulla sua pagina Fabebeook Adham Darawsha, assessore comunale alle Culture: "Si chiama Crossover l'installazione d'arte contemporanea di Giuseppe Lana, prodotta da Fondazione Merz di Torino per la BAM - Biennale Arcipelago Mediterraneo ÜberMauer che utilizza la metafora delle barriere meccaniche enfatizzando il concetto di spazio, poste l’una accanto all’atra esse formano un quadrato, con le aste abbassate delimitano uno spazio e lo racchiudono. Di contro, quando queste sono alzate, permettono il passaggio, eliminando ogni forma di confine. La ripetizione meccanica e automatica delle 4 barriere crea una tensione che riaccende sempre più la questione tra apertura e chiusura, accoglienza e rifiuto; dibattito che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo e che mai come in questi tempi è forte e presente nella società contemporanea. Le 4 barriere mobili diventano anche un ring per un complesso intreccio e scambio di idee ed opinioni come una agorà, come lo è piazza Magione, cuore di una Palermo mutevole, intensa".

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